Come (e quando) nacque l’INGV… (di Massimiliano Stucchi)

Premessa. A dispetto del fatto che in questi giorni si voglia celebrare il ventesimo anniversario della nascita dell’INGV, l’INGV nacque invece il 10 gennaio 2001. Nel 1999 uscì il Decreto Legislativo 381/1999, che stabilì il percorso e le modalità di costituzione dell’INGV. Fino al 10 gennaio 2001 l’INGV non esisteva; esistevano al suo posto gli istituti che vi sarebbero confluiti, con i loro presidenti, direttori e organi di governo. Come ha commentato un ex-collega, celebrare la nascita dell’INGV nell’anniversario del suo decreto istitutivo, che aveva fissato anche l’itinerario per la nascita vera e propria, è un po’ come “anticipare la celebrazione del compleanno al giorno del concepimento” (cit.). Ma comunque.
Pensavo quindi di avere un po’ di tempo per preparare un ricordo circostanziato, magari assieme a Tullio Pepe e altri; questo anticipo mi costringe a essere un po’ approssimativo, e mi scuso con chi ha vissuto le esperienze che descrivo se non troverà la narrazione perfettamente corrispondente a come si svolsero i fatti. Comunque mi è piaciuto scriverlo: commenti benvenuti e…rimedierò nel 2021.

Correva l’anno 1999 e, come ci ha ricordato un altro ex-collega, a Erice (Trapani), alto luogo della ricerca scientifica, si tenne in luglio una sessione un po’ particolare della “School of Geophysics”, diretta da Enzo Boschi. Si riunirono infatti, in prevalenza, ricercatori italiani afferenti agli istituti di ricerca del settore geofisico, sismologico e vulcanologico (ING, CNR, Osservatorio Vesuviano, Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste), oltre a docenti universitari di varie discipline afferenti alla geofisica. Era presente anche qualche docente di ambito geologico.
Se il Decreto Legislativo 381/1999 fu l’atto del concepimento dell’INGV, la scuola di Erice ne fu la fase dei flirt, o anche qualcosa di più. Il programma vide presentazioni ad ampio spettro su ricerche in corso e problematiche aperte, pacificamente suddivise fra ricercatori di tutti gli enti senza esasperata competizione ma, anzi, in un clima di collaborazione; una novità assoluta. Fino a poco prima infatti, e per molti anni, gli istituti in questione confliggevano apertamente sia sul piano scientifico che su quello operativo, anche e soprattutto per cercare di accaparrarsi i limitati fondi pubblici disponibili.

Dal 1975 al 1981 Il Progetto Finalizzato Geodinamica (PFG) del CNR, grazie alla larghezza di vedute di Paolo Gasparini (Napoli), che ne fu il primo direttore, e di un board direttivo di alto livello, aveva fatto collaborare fattivamente sismologi e ingegneri, vulcanologi e geologi in un periodo scosso – è il caso di dirlo – da diversi terremoti importanti italiani (Friuli, 1976, Golfo di Patti, 1978; Norcia, 1979; Irpinia-Basilicata, 1980), oltre che da notevoli terremoti all’estero. ING partecipò in maniera marginale, sia a causa della miopia della dirigenza di allora, sia in virtù del fatto che l’ente era addirittura a rischio di essere commissariato, cosa che poi avvenne nel 1981.
Dall’esperienza del PFG nacque il Gruppo Nazionale per la Vulcanologia (GNV) e il Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (GNDT: va sottolineata la finalità applicativa espressa dal titolo). Per certi versi dal PFG nacque anche la Commissione Grandi Rischi (CGR) nel 1982, su modello dell’analoga commissione francese voluta da Haroun Tazieff; Enzo Boschi venne nominato Commissario Straordinario (e in seguito direttore) dell’ING; successivamente, venne istituito il Sottosegretariato alla Protezione Civile. GNV e GNDT passarono di fatto sotto la sponsorizzazione del Dipartimento della Protezione Civile, sviluppatosi per la spinta di Giuseppe Zamberletti (il PFG viceversa emanava dal MIUR, o come allora si chiamava), accentuando il carattere applicativo delle ricerche svolte dai due gruppi. Il GNDT nel seguito subì diversi rivolgimenti istituzionali.
ING non partecipò a GNV e GNDT se non in misura minima, per una scelta di indirizzo e di ripartizione dei fondi fatta ad alto livello: e questo, al di là dei buoni rapporti individuali fra i vari ricercatori, contribuì ad alimentare la conflittualità di cui sopra.

I terremoti di Colfiorito del 1997 (avvenuti con Franco Barberi Sottosegretario alla Protezione Civile) determinarono, oltre un imponente salto di qualità nelle indagini scientifiche e nell’intervento post-terremoto, anche una maggiore attenzione da parte pubblica al problema del sottodimensionamento delle risorse e del personale dedicati allo studio di vulcani e terremoti. Oltre a qualche intervento “tampone” di situazioni pregresse (ricercatori precari), Enzo Boschi e Franco Barberi, con l’aiuto della valente direzione generale ING, cominciarono a studiare la possibilità di un riordino generale del settore (se ne era già iniziato a parlare anche qualche tempo prima, molto più sommessamente; alla fine del PFG accompagnai Franco Barberi a un incontro in materia, nello studio di Enzo Boschi all’Università di Bologna). Boschi ricordava spesso che altri settori, magari meno strategici per la vita del paese rispetto al nostro, quali ad esempio la fisica delle particelle nucleari, avevano acquisito maggior potere contrattuale, e quindi risorse, proprio perché si presentavano uniti (dopo aver magari lavato i panni sporchi in famiglia….) e parlavano con una voce sola.

Fu così che in quella scuola di Erice, dopo un paio di giornate di presentazioni scientifiche, Enzo Boschi aprì una sessione speciale con alcune parole che allora risultarono oscure ai più. Si ebbe comunque la percezione del fatto che qualcosa di grosso stava succedendo e che si stava partecipando a una riunione di cui in futuro si sarebbe potuto dire “c’ero anch’io”. Boschi diede la parola a Paolo Gasparini che illustrò in dettaglio il progetto. Seguirono discussioni in loco e poi “a casa”; qualche litigio, diverse perplessità: ad esempio, per i “non-ING” riguardo al fatto di entrare – modello Germania est/DDR – in una sorta di ING allargato; per gli “ING”, riguardo al timore di doversi accollare qualche peso morto…..
Il 29 settembre di quell’anno uscì il Decreto Legislativo 381/1999, che stabilì il perimetro del riordino, e l’itinerario di costruzione dell’INGV. Venne soppresso l’ING, che confluì nell’INGV, e vi confluirono gli altri Istituti scelti: Osservatorio Vesuviano e i tre Istituti CNR: Istituto Internazionale di Vulcanologia, Catania, Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico, Milano e Istituto per la Geochimica dei Fluidi, Palermo. Confluirono anche GNV, GNDT e Sistema “Poseidon”. L’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste restò fuori in toto (modello “il Friuli farà da sé”…..), compresa la sezione sismologica e la rete sismologica del Friuli. Venne previsto un Comitato per la redazione dei Regolamenti che lavorò per circa un anno, attraverso numerosi incontri interni, consultazioni, ecc. Se posso portare un ricordo personale, dirò che in quella non facile sequenza di incontri vidi un Boschi al suo più alto livello di sempre, propositivo e determinato.

Il 10 gennaio 2001, con i Regolamenti approvati dall’allora MIUR, il neonato Consiglio di Amministrazione si riunì per la prima volta con il Comitato, nominò i direttori delle Sezioni previste dal Regolamento (Milano, Napoli, Catania, Palermo e tre a Roma (più l’Amministrazione Centrale: novità rispetto a ING) e dichiarò nato l’INGV. L’incarico di direzione delle sezioni fu affidato, come da Regolamento, a ricercatori INGV. L’indomani i nuovi direttori iniziarono a costruire concretamente le sezioni INGV. Le sezioni di Pisa e Bologna furono costituite qualche anno dopo; nel seguito furono costituite anche numerose sedi distaccate.

Il Decreto istitutivo aveva lasciato ai singoli ricercatori la facoltà di optare – a livello individuale e entro alcune settimane – per rimanere nei ruoli del CNR, in forza di alcune differenze di trattamento economico-giuridico che il Regolamento del Personale non aveva saputo (o forse voluto) unificare. Questa opzione fu utilizzata da alcuni ricercatori CNR, e in particolare da una consistente parte del personale di ruolo dell’ex Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico (IRRS-CNR, Milano), che rimase nel CNR e afferì in seguito ad altri istituti. Ciò avvenne in parte per motivi di divergenze scientifica, in parte per ragioni di mancata sintonia con il futuro INGV e la relativa dirigenza, a dispetto di una pubblica “supplica” rivolta loro da Enzo Boschi in occasione di una visita di ricognizione a Milano.

Il Decreto aveva previsto anche la possibilità che INGV costituisse sezioni presso le Facoltà Universitarie che ne avessero avanzato proposta, secondo il modello dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Alla chiusura dei termini pervennero una ventina di richieste. Alcune non furono accolte in quanto provenienti da Facoltà ubicate in città dove era già presente una sezione INGV, oppure dove una sede INGV era in preparazione, ma in questi casi al mancato accoglimento fece seguito l’invito a istituire collaborazioni sul piano locale. Altre non vennero accolte in quanto si trattava di fatto di richieste di mero finanziamento e non di condivisione di risorse, oltre che di obiettivi, impossibili da accettare in relazione alla scarsezza delle risorse disponibili.
La collaborazione con il mondo universitario – e con altri soggetti quali ad esempio alcune Regioni, la Fondazione Eucentre (Pavia), di cui INGV fu co-fondatore, e altre istituzioni –  si realizzò comunque attraverso progetti di ricerca, convenzioni, consorzi, dottorati, ecc. In aggiunta, si rafforzò attraverso il GNV e il GNDT, sostituiti in seguito dai Progetti INGV-DPC, nei quali INGV si fece carico di gestire anche i contratti di ricerca con il mondo esterno. Terminò, viceversa, una lunga fase nella quale il mondo universitario aveva sostanzialmente spadroneggiato, relegando spesso i ricercatori ING, CNR etc. al ruolo prevalente di raccoglitori di dati. Anche questa fu una intuizione di Enzo Boschi il quale, pur essendo lui stesso universitario, puntò molto sui ricercatori INGV che ne ricambiarono ampiamente la fiducia accordata loro.

Che si celebri la ricorrenza del Decreto o quella della nascita vera dell’INGV, colpisce vedere che molti dei protagonisti principali della transizione e dell’avvio dell’INGV – forse tutti – in servizio o in pensione, non sono invitati alle celebrazioni, anche se molti di essi sono tuttora dirigenti apicali impegnati in attività cruciali per la vita dell’ente. Di altri protagonisti, primo fra tutti l’infaticabile Direttore Generale Cesidio Lippa, scomparso nel 2007, viene trascurata anche la memoria. Lo stesso avviene per il promotore principale e primo presidente dell’INGV, Enzo Boschi che, viceversa, resta ben vivo nel ricordo di chi ha avuto il privilegio di accompagnarlo in questa avventura.

Ringrazio Tullio Pepe per la revisione e le precisazioni; Roberto Basili per lo spunto sui compleanni e Marco Olivieri per il ricordo di Erice 1999.

 

How (and when) INGV was born (by Massimiliano Stucchi

translated from https://terremotiegrandirischi.com/2019/09/26/come-e-quando-nacque-lingv-di-massimiliano-stucchi/ by googletranslate, revised

Premise. In spite of the fact that these days the twentieth anniversary of the birth of INGV is going to be celebrated, INGV was actually born on January 10th 2001. In 1999, Legislative Decree 381/1999 was published, which established the path and methods of establishing the INGV. Until January 10, 2001, INGV did not exist; in its place there existed the institutes that would have merged there later, with their presidents, directors and governing boards.
As one former colleague commented, celebrating the birth of INGV on the anniversary of his institutional decree, is a bit like “anticipating the birthday celebration to the day of conception ”(cit.). Anyhow.
I therefore thought I had some time to prepare a detailed account, perhaps with Tullio Pepe and others; this advance forces me to be a bit approximate, and I apologize to those who have lived through the experiences I describe if they will not find my narrative perfectly corresponding to how the events took place. However I liked writing it: comments are welcome and … I’ll fix it in 2021.

The year was 1999 and, as another ex-colleague reminded us, in Erice (Trapani), a high place of scientific research, a special course was held in July in the frame the “School of Geophysics”, directed by Enzo Boschi . In fact, mainly Italian researchers from research institutes in the geophysical, seismological and volcanological sector (ING, CNR, Vesuvian Observatory, Trieste Geophysical Observatory) met, as well as university professors from various disciplines related to geophysics. Some geological professors were also present.
If the Legislative Decree 381/1999 was the act of conception of the INGV, the Erice’s school was the phase of flirting, or even something more. The program saw broad-spectrum presentations on ongoing research and open problems, peacefully divided between researchers from all the bodies without exaggerated competition but, indeed, in a climate of collaboration; an absolute novelty for Italy. Until recently, in fact, and for many years, the institutions in question were openly conflicting both scientifically and operationally, also and above all to try to grab the limited public funds available.

From 1975 to 1981 the CNR’s Geodynamic Finalized Project (PFG), thanks to the open views of Paolo Gasparini (Naples), who was its first director, and of a high-level board of directors, had made seismologists and engineers, volcanologists and geologists actively collaborate in a “shaken” period – it must be said – from several important Italian earthquakes (Friuli, 1976, Gulf of Patti, 1978; Norcia, 1979; Irpinia-Basilicata, 1980), as well as from considerable earthquakes abroad. ING participated in a marginal way, only, both because of the short-sightedness of the leadership of that time, and by virtue of the fact that the institution was even at risk of being ruled by a commissioner, which then happened in 1981.
From the experience of the PFG the National Group for Volcanology (GNV) and the National Group for the Defense of Earthquakes (GNDT: the applicative purpose expressed by the title should be underlined) were born. In some respects the Great Risks Commission (CGR) was also born from PFG in 1982, based on the model of the French commission commissioned by Haroun Tazieff; Enzo Boschi was appointed Extraordinary Commissioner (and later director) of ING; subsequently, the State Secretary for Civil Protection was established. GNV and GNDT actually passed under the sponsorship of the Civil Protection Department, developed by Giuseppe Zamberletti (the PFG on the other hand emanated from Ministry of Research), emphasizing the applicative character of the research carried out by the two groups. The GNDT subsequently underwent various institutional changes.
ING did not participate in GNV and GNDT but to a minimum extent, for a high-level choice of address and allocation of funds: and this, beyond the good individual relations between the various researchers, contributed to fuel the above mentioned conflict.

The 1997 Colfiorito earthquakes (occurred when Franco Barberi was State Secretary for Civil Protection) determined, in addition to an impressive qualitative leap in scientific investigations and post-earthquake intervention, also a greater public attention to the problem of under-sizing resources and staff dedicated to the study of volcanoes and earthquakes. In addition to some interventions dedicated to ongoing situations (young researchers contracts), Enzo Boschi and Franco Barberi, with the help of the capable ING general director, began to study the possibility of a general reorganization of the sector (talks had begun time before, more quietly, at the end of the PFG I accompanied Franco Barberi to a meeting on the subject, in Enzo Boschi’s office at the University of Bologna). Boschi often remembered that other scientific sectors, perhaps less strategic for the life of the country than ours, such as the physics of nuclear particles, had acquired greater power, and therefore resources, precisely because they presented themselves united (after perhaps having washed their clothes dirty inside the family ….) and spoke with one voice, only.

Thus it was that in that school of Erice, after a couple of days of scientific presentations, Enzo Boschi opened a special session with some words that were then obscure to most. However, there was a perception that something big was happening and that we were attending a meeting of which we could say in the future “I was there too”. Boschi then gave the floor to Paolo Gasparini who illustrated the project in detail. Discussions took place on the spot and then “at home”; some quarrels, several perplexities: for example, for the “non-ING” regarding the fact of entering – model Germany East / DDR – in a sort of enlarged ING; for the “ING”, about the fear of having to bear some dead weight …
On September 29 of that year, the Legislative Decree 381/1999 was published, which established the perimeter of the reorganization, and the itinerary for the construction of the INGV. The ING, which merged into the INGV, was suppressed and the other selected Institutes also merged: Vesuvian Observatory and the three CNR Institutes: International Institute of Volcanology, Catania, Seismic Risk Research Institute, Milan and Institute of Geochemistry, Palermo, GNV, GNDT and “Poseidon System” (a sort of spin-off dedicated to Etna monitoring). The Experimental Geophysical Observatory of Trieste remained outside in its entirety (the “Friuli will do itself” model … ..), including the seismological section and the seismological network of Friuli. A Committee was drafted for the drafting of the Regulations which worked for about a year, through numerous internal meetings, consultations, etc. If I can bring a personal memory, I will say that in that difficult sequence of meetings I saw Boschi at its highest level ever, purposeful and determined.

On 10 January 2001, with the Regulations approved by the Ministry of Research, the Committee in question met for the last time, appointed the Directors of the Sections provided for in the Regulations (Milan, Naples, Catania, Palermo and three in Rome (plus Central Administration: new with respect to ING) and declared the INGV to be born. The position of director of the sections was entrusted, as per the Regulations, to INGV researchers. The next day the new directors began to concretely build the INGV sections. Pisa and Bologna were established a few years later, and a numerous branch offices were also established later.

The institutional Decree had left to  individual researchers the faculty to opt – at individual level and within a few weeks – to remain in the CNR, by virtue of some differences in the economic-juridical treatment that the Staff Regulation did not (or perhaps did not want) ) to unify. This option was used by some CNR researchers, and in particular by a substantial part of the permanent staff of the former Seismic Risk Research Institute (IRRS-CNR, Milan), which remained in the CNR and later joined other institutes. This was partly due to reasons of scientific disagreement, partly for reasons of lack of harmony with the future INGV and its leadership, despite a public “plea” addressed to them by Enzo Boschi during a reconnaissance visit to Milan.

The Decree also envisaged the possibility that INGV would establish sections at the University Faculties that would propose them, according to the model of the National Institute of Nuclear Physics (INFN). At the close of the terms, about twenty requests arrived. Some were not accepted because they came from faculties located in cities where an INGV section was already present, or in preparation. In these cases, the non-acceptance was followed by an invitation to establish collaborations at the local level. Others were not accepted as they were in fact requests for mere funding and not for sharing resources as well as objectives; those requests were impossible to accept in relation to the scarcity of available resources.
The collaboration with the universities – and with other subjects such as for example some Regions, the Eucentre Foundation (Pavia) and other institutions – was consolidated in any case through research projects, conventions, consortia, research doctorates, etc. In addition, it was strengthened through the GNV and the GNDT, later replaced by the INGV-DPC projects, in which INGV took charge of also managing the research contracts with the outside world.
On the other hand, a long phase in which the university world had substantially dominated, often relegating ING, CNR etc. researchers to the prevailing role of data collectors, came to an end. This was also an intuition of Enzo Boschi who, although he was a university professor himself, trusted a lot on the INGV researchers, who later repaid that trust with great amplitude.

Whether we celebrate the recurrence of the Decree or that of a real birth of INGV, it is striking to see that many of the main protagonists of the transition and the start of INGV – perhaps most of them – still on duty or retired, are not invited to the celebrations, even though many of them they are still top executives engaged in crucial activities for the life of the institution. Of other protagonists, first of all the tireless General Director Cesidio Lippa, who died in 2007, even the memory is not acknowledged. The same is true for the main promoter and first president of the ING, Enzo Boschi, who, on the other hand, remains alive in the memory of those who had the privilege of accompanying him on this adventure.