“Ricostruire…dove, come?” Un opuscolo del 1981 – “Reconstructing … where, how?” A 1981 booklet (by M. Stucchi)

Schermata 2017-11-24 alle 17.54.55english version below

Come già ricordato, il terremoto del 1980 trovò la comunità scientifica (sismologi, geologi, ingegneri, vulcanologi) impegnata nel Progetto Finalizzato Geodinamica (PFG) del CNR che stava volgendo al termine (avviato nel 1976 il PFG aveva incontrato i terremoti del Friuli, 1976; Patti, 1978; Norcia, 1979).

Lo sforzo fu enorme. Oltre alle osservazioni strumentali coordinate dall’Osservatorio Vesuviano, che consentirono in seguito una delle prime ricostruzioni “moderne” della sorgente sismica, furono svolte indagini macrosismiche e geologiche.

Fra i risultati più importanti si deve ricordare la “Proposta di riclassificazione sismica”, predisposta in poche settimane, che portò il numero dei Comuni classificati da circa 1400 a quasi 3000 (vedi figura: a sinistra la situazione prima del terremoto – gran parte dell’Irpinia non era classificata come sismica, e per giunta un discreto numero di Comuni delle provincie di Benevento e Avellino avevano ottenuto di essere “rimossi” dalla zona sismica; a destra la situazione dopo il 1984).

 Schermata 2017-11-24 alle 17.54.39  Schermata 2017-11-24 alle 17.54.46

Un altro risultato importante, reso possibile dalla disponibilità dei ricercatori furono le “indagini di microzonazione preliminare”, condotte da squadre di tre persone (ingegnere, geologo, sismologo) destinate a indirizzare gli insediamenti provvisori). Ovviamente oggi si fanno indagini molto più approfondite.

Importante fu anche l’attività di comunicazione alle popolazioni colpite, che vivevano nelle tendopoli e nei campi di roulotte. Vennero svolti numerosi incontri, a volte denominati “assemblee popolari”, in cui si cercò di spiegare le finalità delle indagini e i relativi risultati, nella speranza che non venissero “dimenticati” per motivi vari.

Per migliorare la diffusione di queste informazioni venne prodotto l’opuscolo in questione,

che ricordava le varie normative in essere per la ricostruzione e spiegavano che cosa fossero le:

  • aree particolarmente pericolose e sconsigliabili per la ricostruzione
  • aree in cui occorrono particolari accorgimenti per la riparazione e la ricostruzione degli edifici.

Gli opuscoli, costituiti da una parte fissa e da una parte dedicata alle singole località, vennero stampati e distribuiti in diverse migliaia.

 

“Reconstructing … where, how?” A 1981 booklet

As already mentioned, the earthquake of 1980 found the scientific community (seismologists, geologists, engineers, vulcanologists) engaged in the CNR Finalized Geodynamic Project (PFG) of the CNR that was turning to completion (launched in 1976 the PFG met the earthquakes of Friuli, 1976 ; Patti, 1978; Norcia, 1979).

The effort was enormous. In addition to the instrumental observations coordinated by the Vesuvian Observatory, which subsequently allowed one of the first “modern” reconstructions of the seismic source, macroseismic and geological investigations were carried out.

Among the most important results, the “Seismic Reclassification Proposal”, set in just a few weeks, brought the number of Municipalities classified as “seismic” (that is, where the buidling code was to be followed) from around 1400 to almost 3000 (see figure: left before the earthquake – Irpinia was not classified as seismic, and albeit a fair number of municipalities in the provinces of Benevento and Avellino had been “removed” from the seismic zone;  on the right the situation after 1984).

Another important achievement, made possible by the availability of researchers, was “preliminary microzonation surveys” conducted by teams of three people (engineer, geologist, seismologist) to address temporary settlements. Obviously, much more thorough investigations are now taking place today.

Also important was the communication activity of the affected populations, who lived in  tents and roulottes. Numerous meetings, sometimes referred to as “people assemblies”, were held, in which reserachers sought to explain the purpose of the investigations and their results in the hope that they would not be “forgotten” for various reasons.

To improve the dissemination of this information, the booklet in question was produced, recalling the various regulations in place for reconstruction and explaining :

areas particularly dangerous and unobstructed for reconstruction
areas where special arrangements for repair and reconstruction of buildings are needed.

The pamphlets, consisting of a fixed part and a part devoted to the individual locations, were printed and distributed in several thousand.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...