Quel 31 marzo di dieci anni fa, a L’Aquila (di Massimiliano Stucchi)

Il giorno 31 marzo 2009 si svolse a L’Aquila la riunione di esperti convocata dal Capo della Protezione Civile, G. Bertolaso, le cui conseguenze sono state oggetto di innumerevoli discussioni, articoli, volumi, e di un noto processo. Non è mia intenzione riprendere qui quegli argomenti, che peraltro vedono ancora una fioritura di interventi, come sempre non del tutto aggiornati.
Voglio soltanto ricordare come si arrivò a quella riunione.

Da mesi nell’Aquilano era in corso una sequenza di terremoti che determinava paura e insicurezza nella popolazione. La mattina del giorno 29 marzo si ebbe un evento di M3.8 nel Sulmonese; poco dopo – come riporta “Il Tempo” del 30 marzo:

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il tecnico INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) G. Giuliani telefonò al Sindaco di Sulmona, F. Federico, che si trovava a Roma, annunciando “il caricamento di uno sciame sismico che sarebbe sfociato in una scossa di terremoto di intensità più elevata della prima”: a Sulmona, evidentemente. Successivamente chiamò la Protezione Civile di Sulmona, il Commissariato di Polizia e la Polizia Municipale.

http://www.ingv.it/ufficio-stampa/stampa-e-comunicazione/archivio-rassegna-stampa/rassegna-stampa-2009/marzo/terremoto-una-domenica-di-straordinaria-follia

Il Sindaco F. Federico ha ricordato quella vicenda anche in un intervento alla trasmissione “Porta a Porta”, dopo il terremoto (8 aprile 2009), postato di recente dal gruppo del “Progetto M6.5” di Sulmona

https://www.facebook.com/groups/126134850746150/permalink/3112199455472993/

Va ricordato che, nelle settimane precedenti, persone munite di megafono giravano in auto nell’Aquilano invitando ad abbandonare le abitazioni in previsione di un imminente terremoto distruttivo. Secondo il virgolettato di Libero (7 aprile 2009) G. Giuliani in persona rivendicò quelle iniziative.

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http://www.ingv.it/ufficio-stampa/stampa-e-comunicazione/archivio-rassegna-stampa/rassegna-stampa-2009/aprile/io-l-avevo-detto-giravo-col-megafono

Il 30 marzo l’ANSA diramò il seguente comunicato della Protezione Civile Abruzzese:

Oggetto: Protezione Civile: non previste altre scosse nell’aquilano.

(ANSA) – Pescara, 30 MAR – Nell’aquilano ”non sono previste altre scosse sismiche di alcuna intensità”. Lo rende noto la sala operativa unificata permanente della protezione civile, evidenziando che “tutte le informazioni diffuse di altro contenuto sono da ritenersi false e prive di ogni fondamento” …

Forse il comunicato intendeva affermare che qualsiasi previsione fosse da ritenere infondata, ma il testo si prestava a una lettura differente.
Nella stampa non ho trovato traccia del comunicato stesso né di eventuali reazioni. Solo un paio d’anni più tardi, per mezzo di una intercettazione di una telefonata fra G. Bertolaso e l’Assessore alla Protezione Civile D. Stati, che venne rese nota solo nel corso del dibattimento processuale, abbiamo saputo che fu proprio quel comunicato a determinare, oltre l’ovvio risentimento di Bertolaso, la sua decisione di organizzare a L’Aquila, per il giorno dopo, una riunione di esperti, aperta ai responsabili locali.

Nel pomeriggio dello stesso 30 marzo si verificò, nell’Aquilano, un terremoto di M4.0. Il Sindaco dispose la chiusura delle scuole per effettuare verifiche. Nel frattempo, carabinieri e polizia di Sulmona denunciarono G. Giuliani per procurato allarme.

Il 31 marzo, nel tardo pomeriggio, si svolse la riunione degli esperti. È da sottolineare che i media presentarono la riunione per quello che era veramente, ossia una “riunione di esperti della Commissione Grandi Rischi (F. Barberi, E. Boschi, G.M. Calvi, C. Eva)”, alla quale era prevista la partecipazione del vice-capo della Protezione Civile (B. De Bernardinis), dell’Assessore D. Stati e del Sindaco di L’Aquila M. Cialente. Alla riunione parteciparono poi, a vario titolo, altri funzionari locali e nazionali, il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’INGV G. Selvaggi, invitato da E. Boschi, e alcuni “auto-invitati”.

Nell’uso corrente la denominazione della riunione venne semplificata in “riunione della Commissione Grandi Rischi (CGR)”, la cui convocazione avrebbe viceversa dovuto seguire modalità diverse e ben definite. Nel seguito, il Pubblico Ministero e il Giudice del processo di primo grado, nei rispettivi atti processuali, si arrampicarono sugli specchi per dimostrare che la riunione stessa doveva essere considerata a tutti gli effetti quale riunione della Commissione, allo scopo di applicarne le relative responsabilità (peraltro in parte inventate dal Giudice di primo grado). Tale interpretazione fu negata con forza e chiarezza dalla Sentenza di Appello, confermata poi dalla Cassazione.

Gli scopi della riunione – va riconosciuto – furono presentati in modo ambiguo. Se nel documento ufficiale di convocazione inviato agli esperti dal DPC veniva richiesta un’attenta analisi degli aspetti scientifici e di protezione civile della sequenza in corso da quattro mesi”, il comunicato stampa del DPC parlava invece di “fornire alla cittadinanza informazioni sulla sequenza del terremoto delle ultime settimane”. Si deve osservare che tale compito non è mai stato proprio né della CGR (né, tanto meno, dei suoi esperti): la CGR è organo di consulenza del DPC, cui spetta il compito di informare Amministrazione e cittadini.
Gli esiti della riunione sono noti e comprendono:

  • la celebre intervista a B. De Bernardinis, rilasciata prima della riunione stessa ma mandata in onda dopo, che fu pertanto ritenuta da molti ascoltatori quale sintesi della riunione stessa. Per inciso, la maggior parte dei parenti delle vittime, durante il processo, fecero riferimento a questa intervista quale messaggio rassicurante, e per questo motivo B. De Bernardinis fu condannato;
  • la conferenza stampa di F. Barberi, B. De Bernardinis, M. Cialente e D. Stati dopo la riunione, di cui si conserva solo il video, senza audio.

In aggiunta, youtube conserva un video di una dichiarazione di D. Stati rilasciata il 31 marzo, prima della riunione, che propone argomentazioni del tutto corrette (salvo il riferimento alla denominazione “riunione della CGR”)

Il verbale della riunione, a lungo e da molti discusso dal punto di vista scientifico, etico, operativo, ecc., non ebbe nessun impatto sul comportamento della popolazione in quanto venne rilasciato dopo il terremoto del 6 aprile.

Dopo la riunione del 31 marzo il Sindaco M. Cialente chiese al Governo  la dichiarazione di stato di emergenza.
Non si trovano tracce particolarmente rilevanti nella stampa locale riguardo agli esiti della riunione di esperti e alla richiesta del Sindaco nei giorni successivi. Una analisi dettagliata della stampa si può trovare in

Media e traduzione delle conoscenze scientifiche prima del terremoto del 2009” di A. Amato e F. Galadini, in “Terremoti, comunicazione, diritto”, a cura di A. Amato, A. Cerase e F. Galadini, 2015, F. Angeli editore.

Una interessante analisi di come la popolazione ha vissuto il periodo precedente il terremoto del 6 aprile 2009, e in particolare l’ultima settimana, si trova in “Sul significato della rassicurazione. L’Aquila una settimana prima del terremoto” di V. Valentini

https://news-town.it/cultura-e-societa/5606-sul-significato-della-rassicurazione-l-aquila-una-settimana-prima-del-terremoto.html

purtroppo incompleto online. Interessante, tra le altre cose, il riferimento alla gestione delle scuole:

Il sindaco ordinò la chiusura di tutti gli edifici scolastici, così da permettere ai tecnici del comune di effettuare i collaudi e verificare l’agibilità delle strutture. Tranne un paio, tutte le altre scuole, anche quelle dove le scosse delle ultime settimane avevano aperto piccole crepe nei muri, staccato i battiscopa o pezzi di intonaco dalle pareti, vennero riaperte due giorni dopo. La nostra professoressa di biologia, aveva dato anche lei il suo responso positivo: Palazzo Quinzi, la sede del nostro liceo classico “Domenico Cotugno”, era una struttura di provata stabilità, essendo del resto brillantemente sopravvissuta al catastrofico terremoto del 1703.”

Sotto lo stesso titolo si trovano anche dei commenti interessanti:

https://www.reddit.com/r/italy/comments/2mrjcq/sul_significato_della_rassicurazione_laquila_una/

Pochi giorni più tardi, il 6 aprile, avvenne il terremoto distruttivo.
Sorprende ancora oggi vedere nella stampa e nei filmati l’enorme spazio occupato dalla questione delle presunte, inascoltate previsioni di G. Giuliani, a fronte del pressoché totale disinteresse per il problema della vulnerabilità delle costruzioni crollate. Del resto, tutto il processo di primo grado venne imbastito attorno al problema della mancata previsione, nascosta sotto le mentite spoglie della mancata o inadeguata valutazione del rischio sismico da parte degli esperti. La vulnerabilità degli edifici venne considerata un dato inevitabile, e il richiamo alla necessità della sua riduzione venne bollato dal giudice come “tanto ovvio quanto inutile”.

Questo post, e in realtà l’intero blog, è dedicato ai colleghi che, oltre avere continuato a svolgere il proprio lavoro, dal 2010 al 2015 hanno attraversato tre gradi di giudizio.
Per sei di essi la Corte di Appello ha stabilito che “il fatto [di cui erano accusati] non sussiste”, decisione poi confermata dalla Corte di Cassazione.
Fra  essi Enzo Boschi, che ci ha lasciati di recente.

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Materiali per la comprensione degli avvenimenti relativi al processo sono rintracciabili, tra gli altri, in:

https://processoaquila.wordpress.com/

https://terremotiegrandirischi.com/

Terremoti, comunicazione, diritto. Riflessioni sul processo alla “Commissione Grandi Rischi”. A cura di A. Amato, A. Cerase, F. Galadini, 2015, Franco Angeli, 370 pp.

Stucchi, R. Pinho, M. Cocco, 2016. After the L’Aquila Trial. Seismological Research Letters (2016) 87 (3): 591-596. https://doi.org/10.1785/0220150261

L’Aquila, 31 March 2009: ten years ago (by Massimiliano Stucchi)

Translated by google translate, reviewed

On March 31, 2009, an earthquake expert meeting convened by the Head of Civil Protection, G. Bertolaso, took place in L’Aquila; the consequences of it were the subject of countless discussions, articles, volumes, and a famous trial.
It is not my intention to take up those arguments, which still see a flourishing of interventions, as always not completely updated.
I just want to remember how it came to that meeting.

A sequence of earthquakes had been going on for months in the L’Aquila area, causing fear and insecurity in the population. On the morning of March 29 there was an M3.8 event in the Sulmona area (60 km far away from L’Aquila). Shortly after – as reported by “Il Tempo” on March 30th:

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the technician of INAF (National Institute of Astrophysics) G. Giuliani called the Mayor of Sulmona, F. Federico, who was in Rome, announcing “the loading of a seismic swarm that would have resulted in an earthquake of higher intensity than the first”: in Sulmona, evidently, 60 km far away from L’Aquila.

http://www.ingv.it/ufficio-stampa/stampa-e-comunicazione/archivio-rassegna-stampa/rassegna-stampa-2009/marzo/terremoto-una-domenica-di-straordinaria-follia

Later, he also called the Civil Protection of Sulmona, the Police Station and the Municipal Police. The Mayor also recalled that affair in an intervention at the tv show “Porta a Porta” after the earthquake (8 April 2009), recently posted by the group of the “M6.5 Project” of Sulmona

https://www.facebook.com/groups/126134850746150/permalink/3112199455472993/

While the Mayor racked his brains in the dilemma about what to do, the news ended up circulating anyway causing panic, aided also by a van announcing the impending earthquake with a megaphone.
It should be remembered that, in the previous weeks, people wearing megaphones were driving around the city of L’Aquila inviting them to leave their homes in anticipation of an imminent destructive earthquake. According to the quotation marks of Libero (7 April 2009) G. Giuliani himself claimed those initiatives

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On March 30th the Press Agency ANSA issued the following statement of the Regional Civil Protection:

Object: Civil Protection: no other shocks are foreseen in the Aquila area.
(ANSA) – Pescara, MARCH 30 – In the area of L’Aquila “no other earthquakes of any intensity are foreseen”. This was announced by the permanent [regional] civil protection operations room, highlighting that “all the information disseminated of other content is to be considered false and without any foundation” …

Perhaps the communiqué was intended to state that any prediction was to be considered unfounded, but the text itself could suggest a different reading.
In the press I found no trace of the release itself or any reactions. Only a couple of years later, by means of an interception of a telephone call between G. Bertolaso and the regional Responsible for Civil Protection D. Stati, which was made known only during the trial, we learned that it was precisely that statement to determine, in addition to the obvious resentment of Bertolaso, his decision to organize an expert meeting in L’Aquila, open for local officials.

In the afternoon of the same March 30, an M4.0 earthquake occurred in the L’Aquila area. The Mayor M. Cialente ordered the closure of the schools to carry out checks. Meanwhile, Carabinieri and Police from Sulmona denounced G. Giuliani for procured alarm.

On March 31,  late afternoon, the expert meeting took place. It should be emphasized that the media presented the meeting for what it really was, namely a “meeting of experts from the Great Risks Commission (F. Barberi, E. Boschi, GM Calvi, C. Eva)”, which was expected to be attended also by the deputy head of the Civil Protection (B. De Bernardinis), the Civil Protection Regional Responsible D. States and  the L’Aquila Mayor M. Cialente. Also other local and national officials, the director of the INGV National Earthquake Center G. Selvaggi, invited by E. Boschi, and some “self-invited” persons attended the meeting.

In current use the denomination of the meeting was simplified in “meeting of the Great Risks Commission (CGR)“; however, if such, its convocation should have followed different and well-defined procedures.
Later, the Public Prosecutor and the Judge of the first instance trial, in the respective trial documents, climbed on the mirrors to show that the meeting itself had to be considered in all respects as a meeting of the Commission, to apply its responsibilities accordingly. This interpretation was forcefully and clearly denied by the Judgment of Appeal, confirmed by the Supreme Court.

The results of the meeting are known and include:

  • the (un)famous [glass of wine] tv interview with B. De Bernardinis, released before the meeting itself but later broadcast, and which was therefore considered by many listeners as a summary of the meeting itself. Incidentally, most of the victims’ relatives referred to this interview as a reassuring message, and for this reason B. De Bernardinis was finally sentenced;
  • the press conference by F. Barberi, B. De Bernardinis, M. Cialente and D. Stati after the meeting, of which only the video is kept, without audio.

In addition, youtube preserves a video of a declaration of D. Stati released on March 31, before the meeting, which proposes completely correct arguments (except for the reference to the denomination “meeting of the CGR”)

https://www.youtube.com/watch?v=8mienAqeWE8

The minutes of the meeting, long discussed with respect to many scientific, ethical, operational, aspects, had no impact on the behavior of the population as it was released after the earthquake of 6 April.

After the 31 March meeting the Mayor M. Cialente asked the National Government for the declaration of “state of emergency”.
There are no particularly significant traces in the local press regarding the results of the expert meeting and the request of the Mayor in the following days. A detailed analysis of the press can be found in

“Media e traduzione delle conoscenze scientifiche prima del terremoto del 2009” by A. Amato and F. Galadini, in ” Terremoti, comunicazione, diritto “, edited by A. Amato, A. Cerase and F. Galadini, 2015, F. Angeli.

An interesting analysis of how the population lived the period before the earthquake of 6 April 2009, and in particular the last week, can be found in “Sul significato della rassicurazione. L’Aquila una settimana prima del terremoto” (On the meaning of reassurance. L’Aquila one week before the earthquake)”, by V. Valentini

https://news-town.it/cultura-e-societa/5606-sul-significato-della-rassicurazione-l-aquila-una-settimana-prima-del-terremoto.html

unfortunately incomplete online. The reference to the management of schools is interesting, among other things:

“The mayor ordered the closure of all the school buildings, so as to allow the municipality’s technicians to carry out the tests and verify the viability of the structures. Except for a couple, all the other schools, even those where the shocks of the last few weeks had opened small cracks in the walls, detached the skirting boards or pieces of plaster from the walls, were reopened two days later. Our biology professor, too, had given her a positive response: Palazzo Quinzi, the seat of our high school “Domenico Cotugno”, was a structure of proven stability, having in fact brilliantly survived the catastrophic earthquake of 1703.”

Under the same title there are also interesting comments:

https://www.reddit.com/r/italy/comments/2mrjcq/sul_significato_della_rassicurazione_laquila_una/

A few days later, on 6 April, the destructive earthquake occurred.
It is still surprising today to see, in the press and in the videos, the enormous space occupied by the question of the alleged, unheeded predictions of G. Giuliani, against the almost total disinterest in the problem of the vulnerability of collapsed buildings. Moreover, the whole first degree trial was tackled around the problem of missed forecasting, hidden under the guise of the lack or inadequate assessment of seismic risk by the experts. The vulnerability of the buildings was considered an inevitable fact, and the reference to the need for its reduction – made by some of the participants to the meeting – was branded by the judge as “as obvious as it was useless“.

This post, and actually the entire blog, is dedicated to colleagues who, in addition to continuing to do their jobs, from 2010 to 2015 went through three levels of judgment.
For six of them the Court of Appeal ruled that “the fact [of which they were accused] does not exist“, a decision confirmed by the Supreme Court.
Among them Enzo Boschi, who recently passed away.


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Material for understanding the events related to the so called “L’Aquila” trial, among several others, can be found in:

https://processoaquila.wordpress.com/

https://terremotiegrandirischi.com/

Stucchi, R. Pinho, M. Cocco, 2016. After the L’Aquila Trial. Seismological Research Letters (2016) 87 (3): 591-596. https://doi.org/10.1785/0220150261

 

Zamberletti e la gestione del post-terremoto del Friuli (1976-1977)

Di recente è scomparso Giuseppe Zamberletti, considerato con buona ragione il padre della Protezione Civile in Italia. Vogliamo ricordarlo qui pubblicando un estratto da un suo articolo, pubblicato in inglese su un numero speciale del Bollettino di Geofisica Teorica e Applicata (Pdf).

È interessante leggere questo bilancio dell’intervento dello Stato relativo ai terremoti del 1976 in Friuli, scritto dal principale protagonista. In particolare, colpisce la descrizione della situazione alla data finale dell’intervento diretto dello Stato, meno di un anno dopo il primo terremoto: il confronto con gli eventi recenti è impietoso.

 

http://www.eucentre.it/friuli-1976-1977-la-gestione-dellemergenza-in-relazione-ai-terremoti-di-maggio-e-di-settembre-di-giuseppe-zamberletti/

Un pensiero per Enzo Boschi – One thought for Enzo Boschi

Enzo Boschi ci ha lasciati. Non leggeremo più i suoi tweet su argomenti disparati, i suoi articoli e le sue invettive sulle pagine de “Il Foglietto”, o da qualche altra parte.
Questo blog, terremotiegrandirischi.com, era nato per lui, per Giulio Selvaggi, per Gian Michele Calvi e per gli altri colleghi, ingiustamente accusati di omicidio colposo nell’ambito del famoso “processo di L’Aquila”. Con questo blog e i contributi ivi contenuti si è cercato di analizzare la vicenda, di contribuire a combattere e rimuovere le innumerevoli inesattezze e forzature che venivano propinate al pubblico da parte dei media, da parte della Pubblica Accusa e del Giudice di primo grado.
Non so quanto il blog sia riuscito in questo intento ma so che Enzo Boschi l’aveva apprezzato e vi aveva contribuito.
Dopo la sentenza di secondo grado e quella, finale, della Cassazione, che avevano stabilito che “il fatto non sussiste” per sei dei sette inquisiti, i terremoti del 2016 in Italia Centrale stimolarono l’idea di continuare e contribuire alla analisi critica degli avvenimenti e delle problematiche legate alla riduzione del rischio sismico.
Enzo Boschi ne fu contento e incoraggiò l’iniziativa.
Non mancarono, nei mesi seguenti, contrasti anche importanti sulle valutazioni e sulle opinioni, di cui il blog mantiene traccia: ma i contrasti si ricomposero sempre, in nome della amicizia che ci ha legati dal 1974 – quando per la prima volta lo conobbi alla Università di Ancona – e delle battaglie ideali che ci hanno accomunato. E dell’affetto consolidatosi in questi lunghi anni.
Forse oggi questo blog ha esaurito il suo compito. Ma proprio per questo sarebbe bello che chi – lettore o meno del blog – avendo il desiderio di lasciare un  ricordo di Enzo Boschi, una firma, un commento, lo facesse qui sopra, inserendolo nei “commenti”. Non fa nulla se è  già pubblicato altrove: forse sarà utile conservarli tutti insieme. Sarà mia cura dare la maggior visibilità possibile ai contributi.

Enzo Boschi has left us. We will no longer read his tweets on disparate subjects, his articles and  invectives on the pages of “Il Foglietto”, or somewhere else.
This blog, terremotiegrandirischi.com, was born for him, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi and other colleagues, unjustly accused of manslaughter in the context of the famous “L’Aquila trial”. With this blog and the contributions contained therein we tried to analyze the story, to help fight and remove the countless inaccuracies stretches and fakes that were propagated to the public by the media, by the Prosecutor and the Judge of First Instance. I do not know how much the blog has succeeded in this intent but I know that Enzo Boschi had appreciated and contributed to it.
After that the second degree trial and the final one of the Supreme Court, which sentenced that “the fact does not exist” for six of the seven defenders, the earthquakes of 2016 in Central Italy stimulated the idea of keeping the blog alive, contributing to the critical analysis of events and problems related to the reduction of seismic risk. Enzo Boschi was pleased. In the following months we had also important contrasts on the evaluations and opinions, of which the blog keeps track: but the contrasts were always recomposed, in the name of the friendship that has linked us since 1974 – when for the first time I met him at the University of Ancona – and of the ideal battles that have united us. And of the affection consolidated in these long years.
Perhaps today this blog has exhausted its task. But just for this reason it would be nice that who – reader or not the blog – wish to leave a memory of Enzo Boschi, a signature, a comment, do it inserting it into the “comments” above. No problem if they have been published  somewhere else: here it will nice to have them all together.

 

L’educazione al rischio sismico: un bilancio parziale. Intervista a Romano Camassi

Earthquake risk education: a partial statement (interview with Romano Camassi).


Romano Camassi è un ricercatore dell’INGV (Sezione di Bologna). ‘Sismologo’, di formazione eccentrica (una laurea in Pedagogia, una tesi in storia moderna), impegnato da oltre tre decenni in ricerche storiche su terremoti. Coautore dei principali cataloghi di terremoti italiani. Da oltre 15 anni dedica una parte del suo lavoro a progetti di educazione al rischio sismico.

Dopo ogni terremoto distruttivo, in Italia come altrove, viene richiamata la necessità di migliorare l’educazione al terremoto ovvero al rischio sismico, o addirittura di introdurla a vari livelli. E’ vero che, sia pure non in modo generalizzato, vi sono state e vi sono diverse iniziative in questo ambito. Ci puoi dare una idea, e magari rinviare a qualche pubblicazione che le riassuma? Continua a leggere

Earthquake risk education: a partial statement for Italy (interview with Romano Camassi)

Translated by Google Translate, revised

Romano Camassi is a researcher at INGV (Department of Bologna). ‘Seismologist’ of eccentric training (a degree in Pedagogy, a thesis in modern history), engaged for more than three decades in historical research on earthquakes. Co-author of the main catalogues of Italian earthquakes. For over 15 years he has dedicated a part of his work to seismic risk education projects.

After every destructive earthquake, in Italy as elsewhere, the need to improve the earthquake education the seismic risk education, or even to introduce it at various levels, is recalled. It is true that, albeit not generally, there have been and there are several initiatives in this area. Can you give us an idea, and maybe refer to some publication that summarizes them?
It is true: after every major earthquake, everyone invokes more information, preparation, risk education in schools, information campaigns, exercises. More: it is frequent that at every change of minister (or undersecretary), or just before its decadence, announcements are made, protocols are signed, even, which then have no real following: of this there are very recent examples. The initiatives that in the last decades have set themselves, in various ways, the objective of education to seismic risk have been innumerable, impossible to make an inventory (nor is there a publication that has done so). I refer to initiatives of scientific dissemination on the earthquake, training for schools, awareness of the population. Many local administrations – individual municipalities, provinces, regions – sometimes in a totally impromptu manner, other times in a more organized and continuous way, have promoted initiatives of this kind. The same have been done by individual civil protection associations, or national orders: I remember a beautiful pamphlet of the National Council of Architects, distributed in September 2001 by “Famiglia Cristiana”, or even recent initiatives by geologists and engineers. Could not mention them all.
The problem is that, in many cases (not all), they were short-term initiatives, which often responded to temporary needs, in which the visibility of the promoter was to prevail. Everything is useful, many accomplished things have certainly been of good quality: but the problem is that of sensitization, of risk education, is an essential, fundamental part of that fundamental task of the National Service of Civil Protection summarized by the term, which seems to me almost worn out, of prevention. How can there be prevention, that is to say precise choices, actions that reduce the risk, without people being aware, informed, ‘activated’ to make those choices, every day? And I do not speak so much about the correct behaviours in an emergency, on which we often stop to stop the attention, but of the choices that reduce immediately or in time the vulnerability (not structural and structural) of the environment in which we live. Continua a leggere

Tutti sulla stessa faglia: un’esperienza di riduzione del rischio sismico a Sulmona. Intervista a Carlo Fontana

Carlo Fontana è un ingegnere meccanico che vive a Sulmona, e quindi nei pressi di una delle faglie appenniniche più pericolose: quella del Morrone. Lavora nel settore industriale e fino al 2009 non ha considerato il rischio sismico come rilevante nella sua vita. Con lui abbiamo discusso della sua esperienza di riduzione della vulnerabilità sismica della sua casa e di impegno pubblico sul tema della prevenzione nel suo territorio.

Ci racconti come era – dal punto di vista sismico – l’edificio in cui vivevi ?

L’edificio in questione è la casa paterna di mia moglie, che abbiamo deciso di ristrutturare dopo il matrimonio per renderla bifamiliare. Era composto da un nucleo originario in muratura calcarea tipica della zona, primi anni del 900, a cui è stato affiancato un raddoppio negli anni  ‘60 con muratura in blocchi di cemento semipieni. Solai in profili metallici e tavelle, scala in muratura e tetto in legno. E’ stata danneggiata e resa parzialmente inagibile dai terremoti del 7 e 11 maggio 1984. Nel 2008 era ancora in attesa del contributo per un intervento di riparazione progettato a ridosso del sisma.

Fig01

Qual è stata la molla che è scattata per indurti a rivedere il progetto relativo alla tua abitazione? Continua a leggere

Sisma Safe: come scegliere di “essere più antisismico”. Intervista a Giacomo Buffarini

Quando un edificio può essere definito sicuro in caso di terremoto? E’ sufficiente che sia stato progettato e realizzato secondo le norme sismiche? E quali norme, visto che sono cambiate e migliorate nel corso degli anni?
Queste ed altre problematiche vengono affrontate dalla iniziativa “Sisma Safe”, un’associazione senza scopo di lucro che, attraverso un’attività informativa, vuol dare una risposta al bisogno di sicurezza individuando degli esempi positivi che siano in grado di trascinare il mercato edilizio. Ne parliamo con Giacomo Buffarini, ingegnere, ricercatore presso l’ENEA, ente che collabora a questa iniziativa.

Come è nata l’iniziativa “Sisma Safe” e quali sono gli obiettivi che persegue?

Sisma Safe nasce dalla sensibilità di alcune professioniste (ingegneri e architetti) che hanno compreso come ogni sforzo in ambito edilizio di miglioramento delle performance energetiche, del comfort abitativo, o ogni altro investimento risultano vani se non è garantita la sicurezza strutturale e che risulta, quindi, necessario limitare la vulnerabilità sismica di un edificio. L’obbiettivo è fare in modo che l’edificio, a seguito di un evento sismico della portata di quello previsto dalla normativa, non solo consenta la salvaguardia della vita (ossia non crolli), ma che possa continuare ad essere usato; più semplicemente subisca un danneggiamento nullo o estremamente limitato. Continua a leggere

Al lupo, al lupo? Più cautela con gli allarmi sismici (di Massimiliano Stucchi)

Premessa. In questo post si commentano – tra le altre cose – modelli scientifici e la loro possibile applicazione a fini di Protezione Civile. La trattazione è necessariamente semplificata: eventuali approfondimenti sono allo studio.

1. La previsione deterministica dei terremoti è da sempre invocata dall’umanità come possibile riparo da sciagure sismiche, in particolare per quello che riguarda la possibilità di restarne vittime. Per la ricerca scientifica, invece, si tratta di un obiettivo lontano e forse irraggiungibile, che presuppone conoscenze teoriche e osservazioni sperimentali sulle dinamiche di accumulo e rilascio dell’energia, oggi non disponibili. Il tema è ampio e complesso e non può essere certo trattato in profondità in queste pagine. Continua a leggere