Terremoto dell’Aquila e responsabilità penale. Nesso causale ed addebito di colpa nella sentenza ‘Grandi Rischi’

Una interessante saggio di A. Galluccio, pubblicato su “Diritto Penale Contemporaneo”, analizza in termini molto critici  alcuni aspetti cruciali del rinvio a giudizio e dalla sentenza ‘Grandi Rischi’:

http://www.penalecontemporaneo.it/area/1-/-/32-/2659-terremoto_dell_aquila_e_responsabilit___penale__nesso_causale_ed_addebito_di_colpa_nella_sentenza__grandi_rischi/

Il sommario:

Sommario: 1. La vicenda sottoposta al giudizio del Tribunale dell’Aquila. – 2. La logica del capo di imputazione. – 3. Peculiarità del legame eziologico nel caso di specie: un nesso di causalità “psichica”. – 3.1. Rapporti fra causalità psichica e idea di autodeterminazione. – 3.2. Una prova strutturalmente indiziaria: le difficoltà di accertamento di un nesso psicologico. – 4. Accertamento dell’elemento soggettivo. – 4.1. Le affermazioni degli imputati hanno violato gli obblighi in materia di previsione, prevenzione ed analisi del rischio normativamente posti in capo alla Commissione Grandi Rischi? – 4.2. Le affermazioni degli imputati hanno violato un generico obbligo di prudenza nella comunicazione con la popolazione? – 4.3. Considerazioni conclusive.

2 thoughts on “Terremoto dell’Aquila e responsabilità penale. Nesso causale ed addebito di colpa nella sentenza ‘Grandi Rischi’

  1. Articoli come questo o quello del prof. Pagliaro, purtroppo, sono destinati a una diffusione entro un ristretto ambito specialistico, o sono noti solo a chi vuole approfondire la vicenda al di là del racconto che si è imposto sui media. Sicuramente un commento su un giornale di ampia diffusione, come quello di Cirillo su Il Fatto Quotidiano, che divulga la logica della sentenza addirittura esasperandone i contenuti e semplificando al massimo i fatti, ha una risonanza molto più ampia. In questo modo, si consolida nel pubblico (e nei giornalisti che non sanno ampliare la loro visuale) il pregiudizio della difesa corporativistica degli scienziati nei confronti di questa sentenza. E’ evidente, invece, come la sentenza appaia una forzatura e una distorsione della materia anche agli occhi degli esperti di diritto, che siano una autorità accademica come Pagliaro o una giovane giurista appena laureata (ed, eventualmente, il suo relatore). Sono sicura che sono numerose le voci silenziose di chi in questa triste storia ha visto maltrattata, oltre alla scienza, anche la giustizia.

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