Ricordo di Nanni Bignami – Remembering Nanni Bignami (di/by Giacomo Cavallo)

Il 25 maggio scorso la comunità scientifica italiana è stata privata  di una delle sue maggiori, e, possiamo dire, più simpatiche figure.  Giovanni – “Nanni” per gli amici, ed erano moltissimi –  Bignami  è improvvisamente mancato in un Hotel di Madrid, dove si trovava per un Congresso Scientifico.  Dopo lo shock iniziale, alla sua scomparsa hanno fatto seguito i necrologi, le commemorazioni, i ricordi, che continuano tuttora.   Il ricordo che ne fu fatto davanti ad una numerosa assemblea al Museo della Scienza di Milano è disponibile in rete http://gallery.media.inaf.it/main.php/v/video/conferenze/20170601-saluto-nanni.mp4.html.
Uno degli scritti più accorati e sinceri è comparso come Obituary su  Nature Astronomy del  24 luglio 2017 , a firma del Prof. Pietro Ubertini, e contiene forse la più completa raccolta delle realizzazioni di  Nanni Bignami, uomo di straordinaria energia ed attività (http://rdcu.be/uroi).

Noi, su questo blog, che si occupa di tutt’altra parte dell’Universo, non possiamo esimerci dall’aggiungere le nostre parole di cordoglio.  D’altra parte, in uno  dei dieci volumi da lui stampati (“Il mistero delle Sette Sfere”), l’autore non aveva dimenticato l’interno della Terra (la “sfera meno 2”) forse una delle più misteriose delle sfere da Lui spiegate.
Spiegare era la sua specialità. Spiegava agli studenti, e sperabilmente scienziati in divenire, le bellezze della scienza, ai colleghi ed ai comitati di selezione dei futuri progetti le Missioni spaziali che sosteneva, ai politici i vantaggi dei progetti di ricerca scientifica in generale e in particolare. Spiegava infine al pubblico italiano in ogni occasione, dal grande pubblico televisivo alle comunità di città e paesi che correvano ad ascoltarlo, le meraviglie della scienza, questa prodigiosa attività dell’intelletto umano, che agli inizi può essere meno interessante che giocare su WhatsApp, ma che poi non manca di catturare l’interesse, produrre meraviglia e crescente curiosità.

Ma la seconda sua specialità, direi la più importante,  era il fatto che Nanni Bignami lavorava per la scienza. Questa era la sua priorità. Lavorava per la scienza in Italia, avendo fede nei  talenti e nelle forze non sfruttate che l’Italia possiede in questo campo. Ma tutto questo in un quadro prima Europeo e infine mondiale. Voglio ricordare  il suo straordinario impegno per portare in Italia, a Padova, la sede dello SKA (Square Kilometer Array, il più grande radio telescopio del mondo). C’erano due competitori, e quella di Padova, secondo la commissione giudicante, era risultata la migliore proposta. Ma il secondo competitore non esitò ad abbassarsi a portare la questione a livello ministeriale, e a minacciare di ritirarsi dal progetto. Fu una situazione difficile, e alla fine  Padova non ebbe la sede.  Nanni Bignami non si abbassò ai ricatti e valutò più importante la partecipazione allo SKA, che non fare “il gran rifiuto”. La scienza doveva prevalere.  Ancora meglio se la scienza risiedeva in Europa. Ma sono certo che avrebbe anche accettato una sede in Cina se così fosse stato deciso.   Questa era la persona, da un lato organizzatore e sostenitore a spada tratta e viso aperto  di progetti giganteschi, dall’altro uno che spezzava il pane della scienza ai futuri scienziati italiani ed ai vecchi ancora curiosi di sapere.

Nanni ci mancherà. Mancherà all’Italia un valido sostegno in campo internazionale, mancherà ai suoi collaboratori un vero capo, mancherà  a chi lo conosceva un fedele amico, sempre pronto ad aiutare (e mancherà a quei fortunati che avevano avuto il piacere di apprezzare le sue qualità di anfitrione durante le feste organizzate dalla moglie e insostituibile collaboratrice scientifica Patrizia nella loro bella casa di Milano).

Nota di ms. Giovanni Bignami non si era (ancora) occupato di rischi “terrestri”. Non aveva mancato, tuttavia, di dire in privato la sua opinione sul processo di L’Aquila, visto che conosceva bene alcuni dei protagonisti, e di incoraggiarci nel lavoro di informazione. Lo conoscevo da quando faceva la tesi presso il laboratorio di Fisica Cosmica (Istituto di Fisica dell’Università di Milano) del mitico prof. Occhialini; io tentai timidamente di seguire il suo percorso, ma poi venni preso da questioni più “terra terra”….

 

On May 25, the Italian scientific community was deprived of one of its major, and, I would say, more popular figures. Giovanni – “Nanni” for friends, and they were so many – Bignami suddenly passed away in a Hotel in Madrid, where he had gone to attend a  Scientific Congress. After the initial shock, his disappearance  was followed by obituaries, ceremonies, commemorations, which are still ongoing. The official commemoration, which was made in front of a large assembly at the Museum of Science in Milan is available online http://gallery.media.inaf.it/main.php/v/video/conferenze/20170601-saluto-nanni.mp4 .html .
One of the most heartfelt  and sincere writings appeared as a Obituary on Nature Astronomy on July 24, 2017, signed by Prof. Pietro Ubertini, and contains perhaps the most complete list of the works and activities by Nanni Bignami, a man of extraordinary energy and activity ( http: /rdcu.be/uroi ). We, on this blog, which deals with another portion of the Universe, cannot but add our words of condolence. On the other hand, in one of the ten volumes of science popularization  he published (“Il mistero delle sette sfere – The mystery of the Seven Spheres”), the author did not forget the interior of the Earth (the “sphere minus 2”), perhaps one of the mysterious spheres He explains in his book.
Explaining was his specialty. Explaining the beauty of science to the students, hopefully scientists in becoming; explaining to the colleagues and the selection committees  the interest of the future spatial missions he supported; explaining to the politicians the benefits of scientific research projects in general and in particular. He finally explained to the Italian public on every occasion, from the television audience at large to the communities of cities and towns that flocked  to listen to him, the wonders of science, this prodigious activity of the human intellect, which in the beginning may be less interesting than playing on WhatsApp, but which does not fail to capture interest, produce wonder and growing curiosity.

But his second specialty, I would say the most important, was the fact that Nanni Bignami worked for science. This was his priority. He worked for science in Italy, having faith in the talents and unexploited forces that Italy has in this field. However, his efforts were always made while keeping in mind first a European and ultimately a  worldview. I remember his extraordinary commitment to bring the headquarters of the  SKA (Square Kilometer Array, the largest radio telescope in the world) in Padua, Italy. There were two competitors, and that of Padua, according to the selection  board, was the best proposal. But the second competitor did not hesitate to stoop to bring the issue at ministerial level, and threaten to withdraw from the project. It was a difficult situation, and in the end Padua did not have the headquarters.  Nanni Bignami did not lower himself to blackmail. He valued the Italian  participation in the SKA more important than making “the great refusal”. Science had to prevail. Even better,  if science resided in Europe. But I’m sure he would also have accepted Headquarters  in China if so had been decided. This was the person, on the one hand the wholehearted and outspoken  organizer and supporter of gigantic projects, on the other one who broke the bread of science both to the young, future Italian scientists, and the old folks still curious to know.

We will miss Nanni. Italy will miss a staunch supporter on the international scientific arena; his colleagues and coworkers will miss a true leader; and we, who knew him personally,  will miss a faithful friend, always ready to help. And will be missed by those lucky friends who had the pleasure of appreciating his hosting qualities at parties organized by his wife and irreplaceable scientific collaborator Patrizia in their beautiful home in Milan

(Note by ms). Giovanni Bignami was not (yet) busy with “terrestrial” risks. Nevertheless he had not failed to express in private his opinions on the process of L’Aquila, as he knew some of the protagonists well, and to encourage us in the information work. I knew him since he was doing his thesis at the Cosmic Physics Laboratory (Institute of Physics at the University of Milan) of the mythical prof. Occhialini; I tried timidly to follow his path, but then I was taken from more “down to earth” issues ….

 

 

 

 

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