“Science” e l’insostenibile pesantezza dell’attendere (Enzo Boschi)

Nel settembre 2013 la prestigiosa rivista “Science” ha pubblicato una lettera di Enzo Boschi dal titolo “L’Aquila’s Aftershocks Shake Scientists”, che ha destato molto interesse e anche un po’ fastidio (su questo aspetto si veda una nota alla fine del post). Data l’attualità degli argomenti abbiamo rivolto qualche domanda all’autore:

Nel settembre scorso “Science” ha pubblicato una tua lettera, nella quale presenti le tue opinioni sulla vicenda e sul processo. Alla pubblicazione ha fatto seguito un ampio dibattito sul blog Le Scienze di Marco Cattaneo, che di quella lettera ha pubblicato la traduzione italiana

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/25/le-riflessioni-di-boschi-sul-processo-dellaquila/

Che opinione hai avuto di quel dibattito?

L’articolo su Science l’ho scritto perché volevo che si sapesse che ero ancora nel pieno delle mie facoltà. Molti colleghi stranieri mi chiedevano informazioni, mi incoraggiavano e chiedevano se potevano far qualcosa per me. Io non rispondevo perché per mesi dopo la condanna ho cercato in tutti i modi di pensare ad altro. Cosa che peraltro cerco ancora di continuare a fare ma con scarso successo. Scrivendo un testo non molto lungo ma completo su una rivista prestigiosa spero di aver dato almeno un segnale di “sopravvivenza”. Non tutti conoscono come funziona la Giustizia in Italia e alcuni pensavano addirittura che fossi già in prigione. Ho avuto molti riscontri positivi alla mia lettera e sono riconoscente a tanti.

Marco Cattaneo è stato molto generoso con me. Ha inserito un mio testo, più o meno nella stessa falsariga della lettera a Science, e ha invitato tutti a commentarlo. Senza che io gli chiedessi niente. Finora ci sono stati più di 1400 commenti. Agli inizi erano per lo più negativi nei miei confronti. Ma io cercavo di rispondere a tutti. Poi alcuni hanno letto tutti gli atti e molti altri documenti e hanno cominciato fare commenti più favorevoli. Mi hanno anche indicato fatti che non sapevo. Abbiamo avuto osservazioni utili anche sul piano legale.

Ma non sono tutte rose e fiori: ho scoperto un altro blog sullo stesso argomento dove da parte di un ricercatore INGV si invocava addirittura l’associazione a delinquere! È un processo che ha suscitato e suscita l’interesse di molti. Anche molto diversi nell’animo.

Nell’articolo (e nella sentenza) si parla molto del verbale della riunione del 31 marzo. Ma il verbale stesso  è stato reso pubblico dopo il terremoto, e quindi non può aver giocato un ruolo nella comunicazione seguita alla riunione stesso. Giusto?

Il verbale che ho firmato l’ho visto il pomeriggio del giorno del terremoto, il 6 aprile 2009. Gli Aquilani l’hanno visto qualche giorno dopo su la Repubblica; in realtà il testo che apparve su la Repubblica era diverso da quello che avevo firmato. All’epoca comunque non detti tanta importanza alla cosa: mai avrei immaginato che sarei stato processato. Quando lo firmai pensavo di fare un atto dovuto, una semplice formalità visto che il terremoto era già avvenuto. Il PM credo che abbia utilizzato il verbale firmato, quello ufficiale. Il Giudice sembra aver considerato il verbale pubblicato da Repubblica a cui era stato cucito il foglio delle presenze, firmato il giorno della riunione. È una cosa che mi rattrista e mi fa preoccupare. Ce ne siamo accorti leggendo la sentenza. Al processo abbiamo anche saputo chi ha preso appunti durante la riunione e chi l’ha elaborati per fare poi il verbale, che “apparirà” solo dopo il sisma. Comunque, “stranamente”, alla fine della riunione non fu presa e scritta nessuna deliberazione, malgrado la prassi consolidata decennale della Grandi Rischi: la cosa forse non è avvenuta per caso!

C’è qualche argomento che aggiungeresti oggi all’articolo, o che sottolineresti maggiormente?

Vorrei enfatizzare molto di più la presenza di Giulio Selvaggi. Sono statoaccusato di imperizia, di negligenza, valutazione approssimativa della portata dell’evento… Portai Giulio con me per essere sicuro di essere in grado di rispondere adeguatamente ad ogni possibile domanda sulla sismicità abruzzese. Non credo che siano in molti al mondo che la conoscano meglio di Giulio. Andammo a L’Aquila con mappe e un rapporto sulla sequenza in atto preparati proprio per la riunione! Come si può definirci negligenti? Che cosa d’altro dovevamo fare? E poi se si era deciso di condannare me, perché coinvolgere anche Giulio? Che cosa c’entra? Insomma per essere sicuro di fornire il massimo dell’impegno mi faccio accompagnare da un ottimo sismologo nel pieno delle sue capacità rispettato da tutti, in Italia e all’estero. E viene condannato insieme a me! Per che cosa? Qual è il delitto? Dov’è la negligenza? Dov’è l’imperizia? Ma sopratutto: dov’è la giustizia?

l processo di appello è stato fissato per il prossimo ottobre. Come ti senti e che sensazioni hai?

L’appello sarà in Ottobre. Negli ultimi mesi con Giulio abbiamo ricostruito tutta la vicenda e abbiamo anche “scoperto” cose che mai ci saremmo immaginate. Abbiamo così maturato giudizi molto negativi su alcuni degli attori della vicenda e sui loro comportamenti. Sembra però che saranno scarsamente utili durante l’appello dove verranno rianalizzate le cose dette durante il processo. Quella che viene definita “realtà processuale”. Eravamo convintissimi di essere assolti e abbiamo purtroppo sorvolato su fatti e molte cose che adesso ci appaiono drammaticamente e tristemente chiare.

Le sensazioni che provo oscillano tra la grande preoccupazione e una sorta di rassegnazione: tanto questi anni non me li restituirà nessuno, comunque vada a finire. Essere “innocenti” o “colpevoli” a un certo punto non ha più significato. Certe notti mi sveglio (quando riesco a dormire) di soprassalto e mi vien quasi da ridere perché la cosa è troppo assurda per essere vera. Poi invece ritorna il “buio” che cerco di vincere obbligandomi a pensare ad altro e in quei momenti mi accorgo di essere diventato cattivo, veramente cattivo. Questo un po’ mi fa paura e un po’ mi rasserena.

Penso ai tantissimi che mi hanno voltato le spalle dopo avermi “idolatrato” per tanto tempo per ottenere opportunità e facilitazioni o, semplicemente, per puro spirito servile, ahimè molto diffuso. Poi penso a un gruppo, non piccolissimo, di persone che mi sono restate vicine. Penso a loro uno a uno ricordando piccoli episodi divertenti o tristi, magari senza particolare significato. Magari mi dispiaccio di non aver fatto o detto una certa cosa in “quella” determinata circostanza. Però così mi rassereno, talvolta mi riaddormento.

Ma la cosa che da una parte mi calma e dall’altra mi fa venir voglia di urlare è il pensiero di Giulio. Lo vedo nelle ore prima che partissimo per L’Aquila: lo vedo preparare con estrema cura il rapporto sulla sequenza con grafici e mappe molto chiare, consapevole e soddisfatto di star facendo il suo dovere di sismologo in un Paese sismico. Per lui era la prima volta che partecipava a una Grandi Rischi: mi sembrava anche un po’ emozionato….Tutto questo per essere poi definito omicida! Ma ci si rende conto della assurda e ingiusta devastazione di una persona?

A questo punto, lo confesso, mi viene spesso anche da piangere… Per fortuna dura poco. Mi vengono di nuovo in mente le persone che ci hanno voltato le spalle, che sono andate in giro per il mondo a ricoprirci di fango anche mentendo spudoratamente per sentirsi importanti: poveri frustrati umanamente falliti all’inutile ricerca di un’identità…. E allora torno ad essere cattivo, di una cattiveria senza limiti. E spero di avere, ancora per un po’, abbastanza salute e capacità di discernimento…..

 

NOTA. Un gruppo di ricercatori, e fra di essi alcuni dei testimoni del PM e delle Parti Civili al Processo “Grandi Rischi”, ha inviato una “contro-lettera” a “Science”, che non ha ritenuto di pubblicarla.

Il testo della lettera, e la sua traduzione in italiano, sono stati resi noti a corredo di un articolo di Ranieri Salvadorini (10 gennaio 2014):

 http://www.lettera43.it/ambiente/l-aquila-sentenza-grandi-rischi-science-censura-gli-scienziati-del-dissenso_43675119511.htm

 Lo stesso Salvadorini, di recente (10 aprile 2014), ha sostanzialmente ripreso la lettera in un nuovo intervento

 http://www.lettera43.it/cronaca/l-aquila-processo-grandi-rischi-ambiguita-e-mistificazioni_43675126674.htm

all’inizio del quale si sottolinea, addirittura, che “i condannati non si rassegnano” [sic].
A questo intervento ha replicato con particolare efficacia Giacomo Cavallo (7 maggio 2014)

 http://www.lettera43.it/cronaca/processo-grandi-rischi-contributo-affinche-giustizia-sia-fatta_43675128836.htm

del quale questo blog ha pubblicato due interventi.

 

One thought on ““Science” e l’insostenibile pesantezza dell’attendere (Enzo Boschi)

  1. La famosa ISSO International Seismic Safety Organization (ISSO) – Headquarters Studio legale Avv. Wania Della Vigna (avvocato delle parti civili al processo), Viale San Francesco,12, I-64031 Arsita (TE), Italy.
    Una associazione di scienziati che ha sede presso lo studio dell’avvocato delle parti civili… avvocato che si è candidata alle regionali 2014 abruzzesi… un po’ come Vannoni alle europee.
    Si insomma gli stessi della contro lettera a Napolitano riportata in più giornali con grande enfasi del tipo “gli scienziati di tutto il mondo scrivono a Napolitano”.
    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Sentenza-Grandi-rischi-gli-scienziati-dell-ISSO-scrivono-lettera-aperta-al-presidente-Napolitano/103432.htm

    Che tristezza…. Salvadorini poi….

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