La colpa è dei modelli di pericolosità sismica? (di Massimiliano Stucchi)

Premessa. In questi giorni si discutono problemi ben più gravi e urgenti. Tuttavia l’apparizione di un articolo, su l’Espresso, che approfitta della ricorrenza del terremoto di Amatrice del 2016 per gettare discredito sul modello di pericolosità sismica corrente e sulle norme dello Stato, utilizzando fake news e argomenti inconsistenti mi ha mandato in bestia.

Ce lo si poteva aspettare. Cosa meglio di una ricorrenza di un terremoto (Amatrice, 2016) e delle sue vittime per tornare a accusare terremoti e sismologia? Dopo L’Aquila c’era stato addirittura un processo (anzi, più di uno; uno – civile – ancora in corso, al quale sono stato convocato per testimoniare in settembre, senza spiegazione alcuna, dalla parte che accusa lo Stato e chiede risarcimenti). Continua a leggere

Do seismic hazard models kill? (by Massimiliano Stucchi)

Introduction. The appearance of an article, on the weekly magazine L’Espresso (http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2019/08/26/news/terremoto-calcoli-sbagliati-1.338128?ref=HEF_RULLO&preview=true), which took advantage of the 2016 Amatrice earthquake anniversary to discredit the Italian seismic hazard model and the national building code, based on it, using fake news and inconsistent arguments made me angry.
What follows is a comment written for the benefit of the international readers.
The original version in Italian which can be found here (https://terremotiegrandirischi.com/2019/08/27/la-colpa-e-dei-modelli-di-pericolosita-sismica-di-massimiliano-stucchi/), which can easily be translated by means of the improved https://translate.google.com/.

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Scuole e sicurezza sismica: colloquio con Edoardo Cosenza

Il problema della sicurezza sismica delle scuole è molto grande, in Italia come in altri paesi. Periodicamente si leggono sui media rapporti più o meno generali, ma sempre abbastanza negativi, sullo stato delle scuole in Italia. A volte il problema finisce davanti al giudice, nelle cui sentenze si discetta di “indice di sicurezza”, di probabilità di accadimento di terremoti e anche della loro prevedibilità.
Per cercare di fare il punto sulla questione, a beneficio dei non-ingegneri, abbiamo rivolto alcune domande a Edoardo Cosenza, professore di Tecnica delle Costruzioni nell’Università di Napoli Federico II, membro di numerosi Comitati che operano per la definizione delle normative e che è stato anche Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Campania (https://www.docenti.unina.it/webdocenti-be/allegati/contenuti/1440218).
Da qualche tempo è molto attivo sui “social”, dove contribuisce egregiamente alla spiegazione degli aspetti ingegneristici ai non informati.
(Nota: le domande sono state formulate con la collaborazione di Carlo Fontana).

Il problema della sicurezza sismica delle scuole è molto sentito in Italia, forse anche a seguito del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia nel quale, nel 2002, morirono 26 fra studenti e insegnanti. La situazione è davvero grave, nel suo complesso? Quali sono le ragioni? Continua a leggere

La vulnerabilità dimenticata (colloquio con Gianluca Valensise)

Gianluca Valensise, del Dipartimento Terremoti, INGV, Roma, è sismologo di formazione geologica, dirigente di ricerca dell’INGV, è autore di numerosi studi sulle faglie attive in Italia e in altri paesi. In particolare è il “fondatore” della banca dati delle sorgenti sismogenetiche italiane (DISS, Database of Individual Seismogenic Sources: http://diss.rm.ingv.it/diss/).  Ha dedicato oltre 30 anni della sua carriera a esplorare i rapporti tra tettonica attiva e sismicità storica, con l’obiettivo di fondere le osservazioni geologiche con l’evidenza disponibile sui grandi terremoti del passato. Di recente, con altri colleghi ha pubblicato un lavoro che propone una sorta di graduatoria di vulnerabilità dei comuni appenninici. Gli abbiamo chiesto di illustrarcelo.

Luca, tu sei un geologo del terremoto. Ti occupi di faglie attive, di sorgenti sismogenetiche, di terremoti del passato, di pericolosità sismica. Di recente ti sei avventurato, con altri colleghi, nel tema della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio italiano[1],[2]. Come mai questa scelta? Continua a leggere

The forgotten vulnerability (interview with Gianluca Valensise)


Gianluca Valensise, of the Earthquake Department of INGV, Rome, is a seismologist with a geological background, an INGV research manager, and the author of numerous studies on active faults in Italy and other countries. In particular he is the “founder” of Italy’s Database of Individual Seismogenic Sources (DISS, http://diss.rm.ingv.it/diss/). He has spent over 30 years of his career exploring the relationships between active tectonics and historical seismicity, with the goal of merging geological observations with the available evidence on the largest earthquakes of the past.
Recently, with other colleagues, he published a work that proposes a sort of vulnerability ranking of Apennines municipalities. We discuss it below.

Luca, you are an earthquake geologist. You deal with active faults, seismogenic sources, past earthquakes, seismic hazard. Recently, with other colleagues, you have ventured into the theme of seismic vulnerability of the Italian building heritage. How come this choice? Continua a leggere

La scala macrosismica EM-98 è stata pubblicata in italiano: intervista a Andrea Tertulliani, Raffaele Azzaro e Giacomo Buffarini

La traduzione italiana della scala macrosismica europea (EMS-98), compilata da gruppo di lavoro della ESC (European Seismological Commission) nel decennio 1988-1998, esce a notevole distanza (21 anni) dalla pubblicazione della versione inglese, dopo che quest’ultima è stata utilizzata sul campo e sperimentata in occasioni di numerosi terremoti italiani, dalla sequenza di Colfiorito del 1997 (nell’occasione venne usata la versione 1992 della scala stessa) fino agli eventi del 2016-2017. Vale la pena ricordare le maggiori innovazioni introdotte dalla versione 1992, consolidate nella versione 1998: i) la definizione operativa di intensità macrosismica; ii) l’introduzione della nozione di vulnerabilità sismica come superamento delle tradizionali tipologie costruttive; iii) la compilazione di una guida all’utilizzo della scala stessa. Ne parliamo oggi con i curatori della versione italiana. Continua a leggere

Quel 31 marzo di dieci anni fa, a L’Aquila (di Massimiliano Stucchi)

Il giorno 31 marzo 2009 si svolse a L’Aquila la riunione di esperti convocata dal Capo della Protezione Civile, G. Bertolaso, le cui conseguenze sono state oggetto di innumerevoli discussioni, articoli, volumi, e di un noto processo. Non è mia intenzione riprendere qui quegli argomenti, che peraltro vedono ancora una fioritura di interventi, come sempre non del tutto aggiornati.
Voglio soltanto ricordare come si arrivò a quella riunione. Continua a leggere

L’Aquila, 31 March 2009: ten years ago (by Massimiliano Stucchi)

Translated by google translate, reviewed

On March 31, 2009, an earthquake expert meeting convened by the Head of Civil Protection, G. Bertolaso, took place in L’Aquila; the consequences of it were the subject of countless discussions, articles, volumes, and a famous trial.
It is not my intention to take up those arguments, which still see a flourishing of interventions, as always not completely updated.
I just want to remember how it came to that meeting.

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Zamberletti e la gestione del post-terremoto del Friuli (1976-1977)

Di recente è scomparso Giuseppe Zamberletti, considerato con buona ragione il padre della Protezione Civile in Italia. Vogliamo ricordarlo qui pubblicando un estratto da un suo articolo, pubblicato in inglese su un numero speciale del Bollettino di Geofisica Teorica e Applicata (Pdf).

È interessante leggere questo bilancio dell’intervento dello Stato relativo ai terremoti del 1976 in Friuli, scritto dal principale protagonista. In particolare, colpisce la descrizione della situazione alla data finale dell’intervento diretto dello Stato, meno di un anno dopo il primo terremoto: il confronto con gli eventi recenti è impietoso.

 

http://www.eucentre.it/friuli-1976-1977-la-gestione-dellemergenza-in-relazione-ai-terremoti-di-maggio-e-di-settembre-di-giuseppe-zamberletti/

Un pensiero per Enzo Boschi – One thought for Enzo Boschi

Enzo Boschi ci ha lasciati. Non leggeremo più i suoi tweet su argomenti disparati, i suoi articoli e le sue invettive sulle pagine de “Il Foglietto”, o da qualche altra parte.
Questo blog, terremotiegrandirischi.com, era nato per lui, per Giulio Selvaggi, per Gian Michele Calvi e per gli altri colleghi, ingiustamente accusati di omicidio colposo nell’ambito del famoso “processo di L’Aquila”. Con questo blog e i contributi ivi contenuti si è cercato di analizzare la vicenda, di contribuire a combattere e rimuovere le innumerevoli inesattezze e forzature che venivano propinate al pubblico da parte dei media, da parte della Pubblica Accusa e del Giudice di primo grado.
Non so quanto il blog sia riuscito in questo intento ma so che Enzo Boschi l’aveva apprezzato e vi aveva contribuito.
Dopo la sentenza di secondo grado e quella, finale, della Cassazione, che avevano stabilito che “il fatto non sussiste” per sei dei sette inquisiti, i terremoti del 2016 in Italia Centrale stimolarono l’idea di continuare e contribuire alla analisi critica degli avvenimenti e delle problematiche legate alla riduzione del rischio sismico.
Enzo Boschi ne fu contento e incoraggiò l’iniziativa.
Non mancarono, nei mesi seguenti, contrasti anche importanti sulle valutazioni e sulle opinioni, di cui il blog mantiene traccia: ma i contrasti si ricomposero sempre, in nome della amicizia che ci ha legati dal 1974 – quando per la prima volta lo conobbi alla Università di Ancona – e delle battaglie ideali che ci hanno accomunato. E dell’affetto consolidatosi in questi lunghi anni.
Forse oggi questo blog ha esaurito il suo compito. Ma proprio per questo sarebbe bello che chi – lettore o meno del blog – avendo il desiderio di lasciare un  ricordo di Enzo Boschi, una firma, un commento, lo facesse qui sopra, inserendolo nei “commenti”. Non fa nulla se è  già pubblicato altrove: forse sarà utile conservarli tutti insieme. Sarà mia cura dare la maggior visibilità possibile ai contributi.

Enzo Boschi has left us. We will no longer read his tweets on disparate subjects, his articles and  invectives on the pages of “Il Foglietto”, or somewhere else.
This blog, terremotiegrandirischi.com, was born for him, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi and other colleagues, unjustly accused of manslaughter in the context of the famous “L’Aquila trial”. With this blog and the contributions contained therein we tried to analyze the story, to help fight and remove the countless inaccuracies stretches and fakes that were propagated to the public by the media, by the Prosecutor and the Judge of First Instance. I do not know how much the blog has succeeded in this intent but I know that Enzo Boschi had appreciated and contributed to it.
After that the second degree trial and the final one of the Supreme Court, which sentenced that “the fact does not exist” for six of the seven defenders, the earthquakes of 2016 in Central Italy stimulated the idea of keeping the blog alive, contributing to the critical analysis of events and problems related to the reduction of seismic risk. Enzo Boschi was pleased. In the following months we had also important contrasts on the evaluations and opinions, of which the blog keeps track: but the contrasts were always recomposed, in the name of the friendship that has linked us since 1974 – when for the first time I met him at the University of Ancona – and of the ideal battles that have united us. And of the affection consolidated in these long years.
Perhaps today this blog has exhausted its task. But just for this reason it would be nice that who – reader or not the blog – wish to leave a memory of Enzo Boschi, a signature, a comment, do it inserting it into the “comments” above. No problem if they have been published  somewhere else: here it will nice to have them all together.