Un pensiero per Enzo Boschi – One thought for Enzo Boschi

Enzo Boschi ci ha lasciati. Non leggeremo più i suoi tweet su argomenti disparati, i suoi articoli e le sue invettive sulle pagine de “Il Foglietto”, o da qualche altra parte.
Questo blog, terremotiegrandirischi.com, era nato per lui, per Giulio Selvaggi, per Gian Michele Calvi e per gli altri colleghi, ingiustamente accusati di omicidio colposo nell’ambito del famoso “processo di L’Aquila”. Con questo blog e i contributi ivi contenuti si è cercato di analizzare la vicenda, di contribuire a combattere e rimuovere le innumerevoli inesattezze e forzature che venivano propinate al pubblico da parte dei media, da parte della Pubblica Accusa e del Giudice di primo grado.
Non so quanto il blog sia riuscito in questo intento ma so che Enzo Boschi l’aveva apprezzato e vi aveva contribuito.
Dopo la sentenza di secondo grado e quella, finale, della Cassazione, che avevano stabilito che “il fatto non sussiste” per sei dei sette inquisiti, i terremoti del 2016 in Italia Centrale stimolarono l’idea di continuare e contribuire alla analisi critica degli avvenimenti e delle problematiche legate alla riduzione del rischio sismico.
Enzo Boschi ne fu contento e incoraggiò l’iniziativa.
Non mancarono, nei mesi seguenti, contrasti anche importanti sulle valutazioni e sulle opinioni, di cui il blog mantiene traccia: ma i contrasti si ricomposero sempre, in nome della amicizia che ci ha legati dal 1974 – quando per la prima volta lo conobbi alla Università di Ancona – e delle battaglie ideali che ci hanno accomunato. E dell’affetto consolidatosi in questi lunghi anni.
Forse oggi questo blog ha esaurito il suo compito. Ma proprio per questo sarebbe bello che chi – lettore o meno del blog – avendo il desiderio di lasciare un  ricordo di Enzo Boschi, una firma, un commento, lo facesse qui sopra, inserendolo nei “commenti”. Non fa nulla se è  già pubblicato altrove: forse sarà utile conservarli tutti insieme. Sarà mia cura dare la maggior visibilità possibile ai contributi.

Enzo Boschi has left us. We will no longer read his tweets on disparate subjects, his articles and  invectives on the pages of “Il Foglietto”, or somewhere else.
This blog, terremotiegrandirischi.com, was born for him, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi and other colleagues, unjustly accused of manslaughter in the context of the famous “L’Aquila trial”. With this blog and the contributions contained therein we tried to analyze the story, to help fight and remove the countless inaccuracies stretches and fakes that were propagated to the public by the media, by the Prosecutor and the Judge of First Instance. I do not know how much the blog has succeeded in this intent but I know that Enzo Boschi had appreciated and contributed to it.
After that the second degree trial and the final one of the Supreme Court, which sentenced that “the fact does not exist” for six of the seven defenders, the earthquakes of 2016 in Central Italy stimulated the idea of keeping the blog alive, contributing to the critical analysis of events and problems related to the reduction of seismic risk. Enzo Boschi was pleased. In the following months we had also important contrasts on the evaluations and opinions, of which the blog keeps track: but the contrasts were always recomposed, in the name of the friendship that has linked us since 1974 – when for the first time I met him at the University of Ancona – and of the ideal battles that have united us. And of the affection consolidated in these long years.
Perhaps today this blog has exhausted its task. But just for this reason it would be nice that who – reader or not the blog – wish to leave a memory of Enzo Boschi, a signature, a comment, do it inserting it into the “comments” above. No problem if they have been published  somewhere else: here it will nice to have them all together.

 

30 thoughts on “Un pensiero per Enzo Boschi – One thought for Enzo Boschi

  1. Fu lui a chiedermi l’amicizia, gliela diedi, naturalmente, ma non sapevo chi fosse. Successivamente lessi sul suo profilo i suoi titoli e gli scrissi, Cosa c’entro io con lei, cosa c’entro io con la fisica, perché mi ha chiesto l’amicizia? Mi rispose:” Tutti c’entrano con la Fisica nessuno escluso. Geomante si definiva e lo era davvero, ma mi stupiva quel distacco dagli eventi tragici dovuti ai terremoti. Gli dissi una volta che i terremoti sono una cosa bruttissima perché distruggono ciò che l’uomo costruisce. Si, mi rispose, ma senza terremoti non ci sarebbe vita, sprigionano una tale forza ed una tale energia che con loro tutto si rinnova. E’ l’uomo che deve essere prudente e costruire tenendo conto di questi fenomeni, perché non può fermarli.
    Leggere le sue puntuali osservazioni su eventi sismici dovuti a vulcani o terremoti, mi ha aperto un mondo che non conoscevo.
    Mi sono ritrovata a dargli del Tu, me ne sono subito scusata, ma subito mi ha tranquillizzato, anche lui lo preferiva. Era diventato un amico e ora mi mancherà.
    Condoglianze e vicinanza alla famiglia, Non credo sia troppo tardi anche se sono passati più di 3 mesi da quando se ne è andato. Non l’ho saputo in tempo. Ho guardato su Google, solo Repubblica ne parlò, ma io non leggo Repubblica.

  2. Negli ultimi 50 anni ho avuto l’opportunità e la fortuna di essere testimone e di partecipare alla evoluzione dell’Istituto Nazionale di Geofisica prima come studente di Enrico Medi , all’inizio degli anni 70, e poi come ricercatore dell’ente dalla fine di quel decennio.

    Ho quindi nel mio ricordo ben chiaro quali fossero le condizioni dell’ING nel periodo che precedette la nomina di Boschi a commissario straordinario.

    Proprio nei giorni intorno a Natale viene sempre ritrasmesso quel bel film di Frank Capra “ Una vita meravigliosa” nel quale al protagonista viene mostrato magicamente come sarebbe stato il suo paese se lui non fosse esistito.

    Questo mi ha fatto pensare quale sarebbe stata oggi la sorte dell’INGV, quella nostra e delle nostre famiglie, compresi i forse ignari stabilizzati del 21 Dicembre, senza la presenza, l’azione e la generosità di Boschi.

    Bruno Zolesi

  3. Mio caro amico Enzo, ci eravamo conosciuti a Roma, tanti anni fa, presentati da comuni amici. Una cena in quattro in un ristorante a Trastevere. Ci siamo ritrovati su Twitter e tu ricordavi esattamente chi fossi. Abbiamo continuato a dialogare come vecchi amici. E io ho capito perché non ti avevo dimenticato mai per cirva 20 anni. Gli uomini speciali rimangono nel cuore anche dopo una stretta di mano. Enzo sei stato un Grande scienziato e un Uomo immenso per umanità, cultura e intelligenza limpida, solare. Io non ti dimenticherò, perché se lo facessi dissiperei tutto ciò che di te mi ha arricchito. Ti voglio molto bene. Chiara Turchi
    .

  4. Max, grazie dell’invito.
    Salto le decine di aneddoti e vado al dunque.
    Quando se ne va un maestro, ed Enzo Boschi per me lo è stato, io mi si sento un po’ più adulto. Non c’è più chi mi proteggeva “da sopra”, dal lato dell’anzianità e della saggezza, il lato di chi fa e dice le cose giuste a me e per me.
    Ed essere più adulto significa anche sentire il dovere di fare e dire quel che faceva il maestro in mia vece.
    Questo credo sia il significato pratico di “raccogliere l’eredità” ed essere riconoscenti per i passi fatti assieme, per i ruvidi rimproveri, ed per i piacevoli ricordi.

    Max, thanks for inviting.
    I will skip tens of memories and I will point straight to the substance.
    For me, Enzo Boschi was a master and, with his passing away, I will miss the person that, during my career, spent time leading and protecting myself “from above”, from the side of seniority and wisdom, the person that often did and said the right thing for me and to me.
    I believe that “to take his lesson” means to start acting as an adult, by doing and saying what he used to do in my place.
    In my opinion, this is the only option to fill Enzo Boschi’s shoes, and to be grateful to him for the steps done together, for the good memories and for the rough rebukes.

  5. Non ho mai scambiato più di due parole con Enzo Boschi, ma la sua forte personalità era palpabile. Anche in me, che lo conoscevo così poco, ora resta un vuoto. Poteva essere amato, detestato, discusso, contestato, apprezzato, ma ignorato mai. Che riposi in pace.

  6. Voglio ricordare e ringraziare Enzo Boschi in tre diversi ruoli.
    Come giovane ricercatore a cui quasi 20 anni fa ha dato motivazioni, fiducia e opportunità per farsi una strada nel difficile mondo della ricerca.
    Come ex-Direttore della Sezione di Pisa dell’INGV, quando da uno sparuto gruppetto di colleghi abbandonati a se stessi seppe creare un gruppo entusiasta e qualificato in un settore ancora giovane della ricerca vulcanologica.
    E infine come Direttore di Dipartimento dell’attuale INGV per avere avuto la visione e la capacità, insieme al Prof. Franco Barberi, di dar vita a uno dei più moderni e prestigiosi Istituti di ricerca esistenti oggi al mondo nel campo delle Scienze della Terra. Un ente di ricerca che credo come pochi altri sa conciliare il rigore e la libertà della ricerca scientifica con la responsabilità di fornire un servizio fondamentale per la sicurezza dei nostri concittadini.
    Grazie ancora Enzo per tutto questo. Ci mancherai.
    Augusto

  7. Sono cresciuto con ‘Enzo Boschi’ presidente dell’INGV, dal lontano1996 quando ho iniziato a lavorare alla tesi di laurea.
    Nel 2014 sono stato assunto a tempo indeterminato, dopo una logorante lotta durata un decennio, combattuta fra piazze, blog e aule parlamentari. Una lotta portata avanti in parallelo e insieme, lui da presidente finché fu in carica, noi da ricercatori e da precari.

    Se c’è una cosa che ricordo divertito di Enzo è quando, tanti anni fa, passava per i corridoi entrava all’improvviso per esempio in sala ‘“Colli Albani”, dove spesso da borsisti lavoravamo, e con voce fintamente imperiosa diceva: “Chi sei?! Cosa fai?! Con chi lavori?! … Bene, bravo“ o altre cose fra le più varie, e poi com’era entrato se ne andava.
    Penso che fosse il suo modo di sentire il polso dell’Ente. Non lo so, ma se ci penso mi fa ridere.

    Ricordo poi con una certa commozione l’applauso d’incoraggiamento che gli facemmo, da lavoratori in piazza, per accompagnare il suo ingresso a Palazzo Vidoni (Funzione Pubblica) dove andava a sostenere la battaglia dei precari dell’INGV e della Ricerca in generale. Non so se fosse mai accaduto prima a un presidente di un Ente di Ricerca. Era l’alba della protesta, era l’epoca del cosiddetto “ammazza-precari”. Quel tempo è lontano, ne abbiamo passate tante ma è un bel ricordo.

    C’è qualcosa infine che ricordo con un po’ di rabbia ed è il processo dell’Aquila. Scrivemmo un post sul blog dei precari a proposito della prevenzione e fu l’occasione per noi di rileggere il passato dell’ING(V) attraverso le interviste rilasciate da Enzo fin dagli anni 80, appelli accorati (quanto caduti nel vuoto) alla Politica e alla società a intervenire prima e non sempre dopo le tragedie. A prevenire traendo vantaggio dai risultati della ricerca.
    Oggi a quel post sono ancora più affezionato di quando lo scrivemmo.

  8. Mio caro professor Boschi. #Twitter sarà meno ricco, senza la sua arguta e amabile “presenza”
    L’ Italia ha perso un gigante, fiero e appassionato. Spero vegli su chi Le ha voluto davvero Bene.
    Un affettuoso e riconoscente abbraccio❤

  9. Caro Enzo,
    t’ho conosciuto che eri a capo dell’ING e poi dell’INGV e io una semplice studente di geofisica. Anni di studio e carriera all’estero mi hanno dimostrato l’altissima stima in cui gli scienziati di tutto il mondo tenevano l’INGV, per il quale ti sei battuto fino all’ultimo giorno. Ci siamo ritrovati dopo vent’anni a scontrarci su Twitter, e malgrado le divergenze d’idee fosti tu a scrivermi per spiegarmi, per chiedermi, per parlare. Parlammo di scienza, di arte, di famiglia, di ricerca. Eri un uomo brillante, intelligente, carismatico e ostinato. E forse avevi visto piu’ lungo di tutti noi, che ora siamo qui con i cocci della scienza italiana in mano, e rimpiangiamo i lustri passati. E altro non ci rimane che sperare in tempi futuri migliori. Godspeed, Enzo. Che la scienza e l’arte ti accompagnino in quest’ultimo passaggio.

  10. Ho incontrato Enzo Boschi per la prima volta quarant’anni fa. Ero da poco laureato, desideravo entrare all’università come ricercatore e come docente, ma ero anche consapevole della difficoltà del percorso. Un docente dell’Istituto di Fisica mi suggerì di rivolgermi a un giovane professore ordinario che era appena arrivato all’Università di Bologna da Ancona. Questo professore era Enzo Boschi. Mi presentai a lui e rimasi subito colpito dal suo carattere schietto, generoso e ottimista. Boschi mostrò di avere fiducia in me, mi incoraggiò e accompagnò i miei primi passi nel mondo universitario.
    Negli anni successivi, ho visto Boschi creare quasi dal nulla a Bologna una Scuola di Geofisica, che era unica nel panorama delle università italiane per il numero dei docenti e per la quantità e la qualità della produzione scientifica. Ma il suo capolavoro è stato l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nei primi anni Ottanta, Boschi fu nominato presidente di un piccolo ente di ricerca, che si chiamava ING (Istituto Nazionale di Geofisica) e aveva appena una ventina di dipendenti, alloggiati in un appartamento nel centro di Roma. Nei successivi vent’anni, Boschi lo ha trasformato in un ente di ricerca di livello internazionale, con circa mille dipendenti e sezioni sparse in tutta Itali. La realizzazione della rete sismometrica nazionale e delle altre reti di monitoraggio geofisico, fortemente volute e promosse da Boschi, hanno poi conferito all’INGV un ruolo centrale nella prevenzione e nella gestione dei rischi naturali nel nostro Paese.
    Per la sua attività instancabile e per gli eccezionali risultati raggiunti, Enzo Boschi merita di essere ricordato come un uomo che ha dato un grande contributo allo sviluppo della scienza nel nostro Paese e io sono orgoglioso di averlo avuto come maestro, come collega e come amico.

  11. Professore caro,
    ci siamo conosciuti ad Erice a metà degli anni ’80 , in occasione degli incontri internazionali sulle emergenze planetarie presso la ” Scuola di Cultura Scientifica Ettore Majorana” .
    A me che ti chiedevo come avessi fatto , così giovane , ad avere un ruolo tanto importante nel panorama scientifico ( eri Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica ) rispondesti con una delle tue “proverbiali ” battute .
    Ci siamo rivisti per molti anni , sempre in occasione di questi incontri , fino a che la vita
    non mi ha “costretto ” ad anticipare al mese di luglio la mia permanenza ad Erice.
    Ci siamo ritrovati dopo molti anni su Twitter ; tu eri nel pieno della “bufera” .
    ” Il tempo è galantuomo “, mi scrivesti !
    Si , Professore caro , il tempo è stato galantuomo , ma la vita ha continuato ad essere ingiusta !
    Ti saluto con questo mio personale ricordo che affido al blog del comune amico Max , che ringrazio per la opportunità fornitami .
    Con questo ,desidero formulare le mie più sentite condoglianze alla moglie , al figlio ed alla amata sorella.

  12. Non solo scienziato Enzo Boschi aveva la mente di un uomo rinascimentale spaziando in svariati ambiti con competenza ma senza pedanteria e sempre con un approccio non banale. Poteva disquisire da erudito di un personaggio della Recherche du Temps Perdu e con uguale autorevolezza sull’origine della tessitura del Seersucker.
    Ricordo che durante il calvario del bislacco e sciagurato processo, in occasione di uno dei passaggi dal suo avvocato romano, per distrarlo lo trascinai alle Scuderie del Quirinale alla mostra di Matisse. Davanti al dipinto Les Trois Soeurs, fantasticammo un dialogo immaginario tra le tre sorelle inventando segreti, capricci e rivalse. Questo modo irrituale di interagire con un dipinto ci divertì al punto di voler proseguire il gioco coinvolgendo altri, insomma tutti quelli a cui avrebbe divertito avventurarsi giocosamente attraverso le opere d’arte. Così nacque, oltre 3 anni fa, un profilo Twitter con indovinelli su quadri ai quali il professore rispondeva con brio, arguzia e spesso anche con spassose provocazione che mandavano in visibilio il seguito di fan. L’account QuizzArt continuerà come omaggio al suo impareggiabile ispiratore.

  13. Ho sempre avuto molta stima per il professore conosciuto molti anni fa ad Erice e finora amico social su fb. Mi spiace non poter più leggere i suoi commenti. Riposa in pace.

  14. Ci siamo scontrati mille volte, ci siamo presi in giro, ci siamo rispettati.
    Dalle camicie Brook Brothers alle cravatte di Marinella, nessun segno era trascurato.
    Enzo: nonostante tutto ti ho voluto bene.
    Michele

  15. Abbiamo spesso scherzato sul fatto che si definiva geomante e sulla sua canizie. Ricco di spirito e arguzia toscani,dialogava civilmente, pur pensandola spesso in modo diverso da me. Ci davamo del Lei, il che per me è apprezzabile in genere. Che la terra Le sia lieve, Professore.

  16. Un ricordo da semplice cittadino, non addetto ai lavori. Boschi l’ho conosciuto in TV da bambino, nel 1984, dopo il primo dei tanti terremoti che, da abruzzese appenninico, sarei stato destinato a sentire. Da allora è semplicemente stato l’esperto, per antonomasia.
    Una figura onnipresente, le cui parole erano sempre ascoltate in religioso silenzio nei momenti dello sconcerto e della paura.
    Non sono all’altezza di rendere autorevole riconoscimento allo Scienziato, ma sul fronte della comunicazione una intera generazione gli deve riconoscere il merito di averci messo la faccia per gettare un ponte tra scienza e società. Prima da solista, poi dando campo all’INGV come istituzione, ha posto nell’opinione pubbluca dei durevoli capisaldi di razionalità in un ambito spesso invaso dalla superstizione o, peggio, dell’interesse particolare.

  17. Vorrei ricordare Enzo con un aneddoto riguardante il precariato, stante la sua decisione di andarsene nel giorno in cui sono stati assunti oltre cento colleghi.
    Era il 2010 o forse il 2011, dovrei rivedere. Governo Berlusconi: Brunetta ci definiva “capitani di ventura” (nel senso che dovevamo andarcene all’estero) e Gelmini ci faceva visita impegnandosi a fare il possibile (molto poco, per la verità). L’INGV tentava in tutti i modi di far passare un emendamento che consentisse l’ampliamento della dotazione organica. Serviva solo quello: il resto, i soldi in particolare, c’era già. Tramite parlamentari di maggioranza l’ente fece presentare un testo, corredato da relazione economica, per raggiungere l’obiettivo. Noi, che eravamo precari svegli e dinamici, trafugammo testo e relazione e, tramite parlamentari di opposizione, ne facemmo presentare uno identico. Risultato: tutto l’arco parlamentare era concorde su quell’emendamento a favore dell’INGV. Non è rilevante, ora, che il governo bocciò comunque la cosa, con motivazioni assurde.
    Il giorno dopo il Presidente, che immaginava bene gli artefici, ci convocò nella sua stanza. Era incazzato, e molto; aveva chiesto esplicitamente “profilo basso”, per poter gestire la delicata questione, e noi avevamo fatto l’opposto: avevamo preso l’iniziativa, forzato la situazione, contraddetto un’indicazione e interferito per ottenere il risultato. In pratica, avevamo agito come avrebbe agito lui. Era molto più che incazzato: era orgoglioso di noi. E negli anni a seguire quella stima si sarebbe consolidata.
    Enzo, avevi promesso un pellegrinaggio al Divino Amore, tutti insieme, nel giorno delle assunzioni. Negli anni a venire le assunzioni sarebbero arrivate, tutte, con epilogo proprio il 21 dicembre, giorno della sua morte. E quel giorno, invece di qualche chilometro a piedi qui a Roma sud, hai deciso di fare un viaggio decisamente più importante. Hai rilanciato, hai puntato più in alto: come sempre.
    Buon viaggio.

  18. Non posso ancora credere che non ci si più .Personalita complessa e geniale ma generosa
    con molti .Ingiustamente accusato e criticato .Caro professore hai lasciato un grande vuoto almeno
    in una parte del nostro cuore .
    Un abbraccio Enzo

  19. Lo incontrai la prima volta nel 1976, a un convegno sul terremoto del Friuli. In seguito sono state mille le occasioni di incontrarci, in contesti scientifici e non. Definirlo singolare è poco, sempre imprevedibile ed arguto, c’era sempre qualcosa da imparare da lui e, anche, qualcosa su cui sorridere. Ha fatto grande la sismologia italiana. Riposi in pace.

  20. Un rigoroso scienziato, un grande ricercatore ed un vero signore.
    Ci seguivamo a vicenda su Twitter ed apprezzavo e condividevo con lui molti suoi pensieri.
    Mi mancherà moltissimo, professore!

  21. Ho tanti ricordi di Enzo Boschi, ma uno su tutti, quando presentai le mie dimissioni dal GNDT. Ero andato a Palermo, a fare una delle mie ultime ricerche storiche in archivio, sul terremoto del 1693, e mentre ero in sala studio mi chiamò uno degli impiegati dicendomi che mi cercavano al telefono. Rimasi sbalordito a sentire la voce inconfondibile di Boschi: cercò in tutti modi a convincermi a restare. Fui molto lusingato e ammirai molto come avesse preso a cuore la mia vicenda, cioè di un ricercatore precario che aveva visto poche volte. Fu un gesto che mostrava come partecipasse ai destini di tutti quelli che collaboravano anche lontanamente ai suoi progetti. Ci mancherà molto

  22. Mi fa piacere riportare di seguito il messaggio già ieri inviato via email ai colleghi dell’INGV:

    Solo poche sentite e dovute parole. Enzo Boschi è stato indiscutibilmente l’artefice dello sviluppo della moderna Geofisica in Italia. Con l’avvio e il rafforzamento dell’INGV ha consentito di raggiungere risultati che venti anni fa erano, a dir poco, inimmaginabili.

    I ricordi sono molteplici, pregni di grande emozione e di riconoscenza per tutti gli sforzi compiuti in favore del nostro Ente tutto. Lo ricorderemo sempre come persona eccezionale per quello che ha fatto e dato al nostro Istituto.

    Io, come tantissimi di noi, resterò estremamente orgoglioso e grato di avere avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare a suo fianco per tanti anni.

    Riposi in pace.

    Sandro Bonaccorso

  23. Da ‘non scienziata’ anch’io vorrei ricordare il Prof. Enzo Boschi. Conosciuto, temo, in uno dei periodi più bui per lui. Non fu un approccio facile, perché era un uomo – apparentemente – duro e, se me lo consentite, un po’ ‘prepotente’. Ma io vidi un uomo che soffriva, e ne aveva ben donde, perché accusato del più orribile dei crimini per uno scienziato del suo calibro: aver provocato la morte di tante persone per negligenza, imprudenza e, cosa ancor più grave, imperizia. Così non era, lo sapevamo in tanti, ma per lui fu veramente difficile affrontare quel processo, il processo alla Commissione Grandi Rischi. Ricordo la sua insofferenza, i suoi ‘sbuffi’ che indussero i Giudice a richiamarlo all’ordine … Ma quel che ricorderò sempre con vividezza e affetto, saranno le sue lacrime, liberatorie, ed il suo forte abbraccio quando – finalmente – la Corte d’Appello dell’Aquila gli rese Giustizia assolvendolo. Sentite condoglianze alla famiglia. Rip

  24. L’ING prima e l’INGV poi gli devono tantissimo, forse tutto. Fu con la presidenza Boschi che l’Ente ha raggiunto un livello di fama e prestigio internazionali mai più eguagliati. Personalmente gli devo praticamente tutto. Fu lui a volermi dare una borsa di studio nel 1996, poi un assegno di ricerca nel 1997, infine un contratto a tempo determinato nel 2002. E se, in mancanza di concorsi, ho potuto alla fine essere stabilizzato dopo una lunghissima vertenza legale nel 2017 è perché rientravo nelle liste del personale precario “stabilizzando”, stabilizzazione che ha voluto e avviato proprio lui, Enzo, sotto la sua presidenza, nel 2008. E per uno di quegli strani giochi del destino, se ne è andato proprio il giorno in cui la stabilizzazione del precariato storico Ingv è finalmente giunta a termine. Io ho avuto anche qualche scazzo recente con lui: da dipendente Ingv mi dispiaceva e mi feriva leggere i suoi attacchi e le sue invettive contro l’Ente e i suoi dirigenti. Ma abbiamo poi chiarito al telefono, privatamente, e ho capito che le sue erano le invettive di un padre rimasto legato alla “sua creatura” da un fortissimo legame di amore. Non lo dimenticherò e da queste pagine desidero inviare le mie più sincere condoglianze alla famiglia.

  25. Great happiness is often coupled with great sadness. Just one day after seismologists in Slovenia cheered on hearing the news that INGV precarious workers are finally having their situation solved, the news of the death of Prof. Boschi came to us as a shock. He was by all means one of a cornerstones of European seismology, a man with great knowledge, wide interests, impeccable integrity, all wrapped in an unforgettable personality. I still remember how proud I was when, many years ago, when I was beginning my seismological path, on an occasion he told me that I did a good job. It meant a world to me then, and it still means so much today. I’ll miss reading him on Twitter and admiring the beautiful art pieces he loved. Sincere condolences to the family and to all of you who had the honour to be his friends.

  26. Personalità ruvida e frizzante che celava grande sensibilità. Tanta cultura e divulgazione. Un conoscente ma quasi un amico. Riposa in pace.

  27. Mancherà a tutti noi studiosi e professionisti una figura di altissimo rigore e riferimento scientifico. È anche e soprattutto grazie alla determinata divulgazione del Prof. Enzo Boschi che tutti noi tecnici abbiamo abbracciato il tema di una più consapevole cultura della prevenzione sismica. E in suo onore prometto che continuerò con maggiore passione a divulgare ed incoraggiare ogni azione scientifica e tecnica per aumentare la prevenzione sismica del nostro grande ed immenso patrimonio architettonico e storico.
    Ci eravamo conosciuti solo su Twitter, e come sempre il Prof. Enzo Boschi era sempre disponibile a chiacchierare sui temi scientifici a lui cari. Mi rimane il bellissimo ricordo dei suoi complimenti quando ho vinto il concorso da ricercatore. Ci mancherà tanto, caro Professore.

  28. Da ora ex-precario Ingv non posso non aggiungere una riga per il Presidente Ingv sotto il quale apposi la mia prima firma sulla Borsa di Studio, datami per approfondire la sismotettonica di un settore importante dell’Appennino abruzzese. Oggi, che sono stato stabilizzato in questi giorni e che sono tornato a studiare quello stesso settore di territorio “fragile”, con nuovi spunti rispetto a quasi 15 anni fa, il Professor Boschi è mancato. Al destino piace giocare con “carte” cui simboli ci appaiono spesso incomprensibili…. Condoglianze sincere alla famiglia

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